Smartphone, tablet e altri dispositivi digitali occupano una parte sempre più importante della quotidianità di bambini e adolescenti. Ma trascorrere molte ore davanti a uno schermo potrebbe avere conseguenze che vanno oltre la qualità del sonno e le abitudini quotidiane, coinvolgendo anche la salute orale.
Gli autori analizzano le evidenze disponibili sul rapporto tra esposizione agli schermi, privazione del sonno e sviluppo della carie dentale, sottolineando come questi fattori possano influenzarsi reciprocamente attraverso diversi meccanismi comportamentali e biologici.
Più tempo davanti agli schermi, maggiori problemi di salute orale?
Secondo la letteratura esaminata, un utilizzo prolungato dei dispositivi digitali risulta associato a condizioni di salute orale meno favorevoli, sebbene le evidenze specifiche relative agli adolescenti siano ancora limitate.
Uno degli studi citati, condotto su bambini e ragazzi di età compresa tra 8 e 14 anni, ha rilevato che un'esposizione agli schermi pari o superiore a due ore al giorno era associata a valori significativamente più elevati dell'indice DMFT, utilizzato per valutare il numero di denti cariati, mancanti e otturati.
Nei partecipanti con maggiore esposizione digitale sono stati osservati anche indici di placca e di infiammazione gengivale più elevati.
Un'ulteriore indagine nazionale condotta in Corea ha individuato un'associazione statisticamente significativa tra un maggiore utilizzo dello smartphone e la presenza di sintomi di carie riferiti dagli adolescenti.
Questi risultati, tuttavia, non dimostrano che sia direttamente lo schermo a provocare la carie. Il rapporto potrebbe essere spiegato, almeno in parte, dalle abitudini che accompagnano l'utilizzo prolungato dei dispositivi.
Snack zuccherati, idratazione e igiene orale: il ruolo delle abitudini
Uno dei possibili collegamenti riguarda il consumo di alimenti e bevande zuccherate durante l'utilizzo di smartphone, tablet e videogiochi.
Le sessioni prolungate davanti agli schermi possono favorire spuntini frequenti e poco strutturati, aumentando l'esposizione dei denti ai carboidrati fermentabili. Questo comportamento può determinare attacchi acidi più frequenti allo smalto, favorendone la demineralizzazione.
Gli autori richiamano anche il possibile ruolo della ridotta assunzione di acqua. Trascorrere lunghi periodi davanti a uno schermo può accompagnarsi a una maggiore secchezza orale, con una possibile diminuzione dell'effetto tampone della saliva, fondamentale per contrastare l'acidità del cavo orale.
A questi fattori si aggiunge il rischio di trascurare le normali pratiche di igiene orale, soprattutto quando l'utilizzo dei dispositivi si prolunga fino a tarda sera.
Il sonno potrebbe essere un altro fattore determinante
Il rapporto tra esposizione digitale e salute orale diventa ancora più articolato considerando la qualità del riposo.
Secondo una metanalisi citata dagli autori, durante la pandemia di COVID-19 il tempo trascorso davanti agli schermi da bambini e adolescenti è aumentato mediamente di 84 minuti al giorno, pari al 52%.
Altri studi hanno evidenziato un'associazione tra utilizzo serale dei dispositivi digitali, riduzione della durata del sonno e peggioramento della sua qualità.
Ma quale relazione esiste tra sonno e carie?
Le evidenze analizzate suggeriscono diversi possibili meccanismi. Le alterazioni del ritmo circadiano potrebbero influenzare la produzione, la composizione e la capacità tampone della saliva, modificando le condizioni dell'ambiente orale.
La privazione del sonno è stata inoltre associata a cambiamenti nella regolazione dell'appetito, con una maggiore preferenza per alimenti ricchi di zuccheri, e ad alterazioni delle risposte immunitarie e infiammatorie.
Esiste anche una componente comportamentale: la stanchezza può aumentare la probabilità di saltare lo spazzolamento serale, favorendo l'accumulo di placca durante la notte.
La relazione potrebbe essere bidirezionale. Dolore e fastidio provocati da patologie dentali, infatti, possono a loro volta disturbare il riposo, alimentando un circolo vizioso tra sonno insufficiente e problemi di salute orale.
Quali implicazioni per la prevenzione odontoiatrica?
L'aspetto centrale evidenziato dagli autori è la necessità di considerare la carie non soltanto in relazione all'alimentazione e all'igiene orale, ma anche nel più ampio contesto delle abitudini quotidiane.
In questa prospettiva, la prevenzione dovrebbe coinvolgere famiglie, professionisti sanitari e istituzioni scolastiche.
Tra le strategie suggerite figurano la riduzione del tempo ricreativo davanti agli schermi, soprattutto prima di coricarsi, il mantenimento di orari di sonno regolari e la limitazione del consumo di snack e bevande zuccherate durante l'utilizzo dei dispositivi.
Rimane fondamentale lo spazzolamento dei denti due volte al giorno con dentifricio al fluoro, insieme ai controlli odontoiatrici periodici e alle eventuali misure preventive individualizzate, come applicazioni di fluoro e sigillature dei solchi.
Gli autori propongono inoltre di integrare nella visita odontoiatrica alcune domande sulle abitudini del sonno, sull'utilizzo notturno dei dispositivi e sulla durata del riposo. Informazioni che potrebbero contribuire a individuare comportamenti potenzialmente sfavorevoli per la salute orale.
Un'associazione da approfondire con nuovi studi
Nonostante le associazioni individuate, gli autori invitano a interpretare i risultati con cautela.
La pubblicazione è un articolo di prospettiva scientifica, basato sull'analisi di ricerche precedenti, e non uno studio sperimentale condotto su un nuovo campione di pazienti. Inoltre, gran parte delle evidenze disponibili deriva da studi osservazionali e trasversali, che non permettono di stabilire un rapporto diretto di causa-effetto.
Alimentazione, condizioni socioeconomiche, supervisione dei genitori e accesso alle cure odontoiatriche possono influenzare i risultati. Una parte delle ricerche riguarda inoltre bambini più piccoli, i cui comportamenti non sono necessariamente sovrapponibili a quelli degli adolescenti.
Saranno quindi necessari ulteriori studi longitudinali e interventistici per comprendere meglio la natura di queste relazioni.
Il messaggio che emerge dalla pubblicazione è comunque rilevante per la prevenzione: salute orale, sonno e abitudini digitali potrebbero essere più strettamente collegati di quanto si consideri abitualmente. Un approccio che tenga conto di questi aspetti potrebbe contribuire a migliorare le strategie di promozione della salute orale nelle nuove generazioni.


