Uno studio ha analizzato l’effetto del latte vaccino e di tre bevande vegetali senza zuccheri aggiunti, avena, mandorla e soia, su microrganismi orali e biofilm associati a carie e parodontite.
Carie e parodontite sono legate a uno squilibrio del biofilm orale. Nel caso della carie, il consumo frequente di zuccheri favorisce una disbiosi in cui batteri come Streptococcus mutans e Streptococcus sobrinus possono diventare più rilevanti. Nella parodontite, invece, il biofilm disbiotico interagisce con la risposta dell’ospite, con un ruolo importante di specie come Porphyromonas gingivalis.
Latte vaccino e bevande vegetali hanno composizioni diverse. Il latte contiene lattosio, proteine, calcio e altri nutrienti; le bevande vegetali possono variare molto per contenuto di zuccheri, fibre, proteine e pH. Per questo gli autori hanno scelto prodotti senza zuccheri aggiunti, così da valutare meglio il comportamento delle diverse bevande.
I ricercatori hanno testato latte vaccino intero, bevanda di avena, bevanda di mandorla e bevanda di soia. Sono stati osservati singoli microrganismi orali e due modelli di biofilm multispecie: uno cariogeno e uno parodontale.
Tra i parametri analizzati rientravano crescita batterica, conte di unità formanti colonia, massa del biofilm, attività metabolica, pH e, per P. gingivalis, attività delle gingipaine. Una parte dello studio ha inoltre valutato la risposta di cellule monocitiche, misurando IL-1β e IL-10.
Cosa è emerso sul biofilm cariogeno
Nel modello cariogeno, la bevanda di mandorla ha ridotto le conte batteriche del biofilm formato. Latte vaccino e bevanda di soia hanno invece ridotto massa e attività metabolica del biofilm, mentre la bevanda di avena ha ridotto l’attività metabolica.
Questo dato non significa che questi prodotti possano essere considerati “anticarie”. Lo studio mostra infatti che il pH del biofilm cariogeno è sceso sotto 5,5 già dopo 4 ore e, a 24 ore, era compreso tra 3,40 e 4,05. Il risultato va quindi letto come una modifica di alcuni parametri del biofilm, non come una protezione clinica dimostrata.
Cosa è emerso sul biofilm parodontale
Nel modello parodontale, latte vaccino e bevanda di avena hanno ridotto sia le conte batteriche sia l’attività metabolica del biofilm. L’effetto sulle conte batteriche è stato osservato a 48 ore, ma non a 4 ore, suggerendo un possibile impatto sulla maturazione del biofilm.
Un dato particolarmente interessante riguarda Porphyromonas gingivalis. La bevanda di avena ha inibito chiaramente la crescita dei ceppi analizzati, soprattutto alla concentrazione più alta. La bevanda di mandorla, invece, ha quasi completamente bloccato l’attività arginina-specifica delle gingipaine, enzimi considerati importanti fattori di virulenza di P. gingivalis.
Gli autori ipotizzano che questo effetto possa essere legato ai polifenoli della mandorla, ma precisano che non ci sono dati diretti per confermarlo.
Il ruolo della soia nella risposta immunitaria
La bevanda di soia ha mostrato un altro effetto rilevante: ha aumentato il rilascio di IL-10, indipendentemente dalla presenza del biofilm. IL-10 è una citochina associata a una risposta antinfiammatoria.
Anche in questo caso il dato va interpretato con prudenza. Lo studio non dimostra che la soia abbia un effetto clinico sulla parodontite, ma indica un possibile profilo immunomodulante da approfondire.
Lo studio suggerisce che latte vaccino e bevande vegetali non interagiscono allo stesso modo con i microrganismi orali. Il latte vaccino ha mostrato effetti su massa e attività metabolica del biofilm cariogeno e sul biofilm parodontale. La bevanda di avena ha avuto un effetto rilevante su P. gingivalis e sul biofilm parodontale. La mandorla ha ridotto le conte nel biofilm cariogeno e ha bloccato l’attività delle gingipaine.
La soia ha agito su alcuni parametri del biofilm cariogeno e sul rilascio di IL-10. Il limite principale è che si tratta di uno studio in vitro. Il cavo orale reale è molto più complesso: contiene centinaia di specie batteriche, saliva, variazioni di pH, abitudini alimentari e fattori individuali dell’ospite. Inoltre, lo studio ha valutato solo alcuni prodotti specifici e non i singoli componenti delle bevande.
Per gli autori, questi risultati possono supportare le evidenze disponibili sull’associazione inversa tra consumo di latte e carie o parodontite. Per le bevande vegetali, invece, servono ulteriori studi. Il messaggio più utile è che non tutte le alternative plant-based sono uguali: composizione, zuccheri aggiunti e interazione con il biofilm orale restano aspetti decisivi da considerare.

