Secondo i dati dell’indagine, in Italia il 61% degli intervistati considera affidabili i medici, preceduti dagli scienziati con il 64%. Lo scenario cambia considerando complessivamente i 31 Paesi coinvolti: a livello internazionale i medici occupano il primo posto con il 58%, seguiti dagli scienziati con il 57%.
Per Anelli, questi risultati mostrano come i cittadini continuino ad affidare ai professionisti sanitari ciò che hanno di più importante: la propria salute e, in molti casi, la propria vita. Una fiducia che non dipende soltanto dalla competenza, ma anche dalla certezza che le decisioni cliniche vengano assunte in autonomia e siano orientate esclusivamente al bene della persona.
Da qui l’invito a proteggere la professione da pressioni e interferenze esterne. Secondo il presidente FNOMCeO, la tutela della salute non può essere subordinata a interessi economici, organizzativi o amministrativi. Il medico deve poter decidere «secondo scienza e coscienza», assumendosi la responsabilità delle proprie scelte nel rispetto dei principi deontologici.
Lo stesso Codice di deontologia medica prevede la clausola di coscienza, che consente al professionista di rifiutare prestazioni contrarie ai propri convincimenti etici o tecnico-scientifici quando possano arrecare un danno alla persona assistita. Un principio che, precisa Anelli, non rappresenta un privilegio della categoria, ma una garanzia per il paziente.
Il richiamo conclusivo è al Giuramento professionale e all’impegno assunto dai medici all’inizio della loro attività: difendere la vita, tutelare la salute, trattare il dolore e alleviare la sofferenza nel rispetto della dignità e della libertà della persona. È questa promessa, secondo Anelli, a dover guidare ogni atto medico e a rendere possibile la fiducia espressa dai cittadini.

