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Giornata Mondiale del Cuore: la salute cardiovascolare passa anche dalla bocca
ragazza che fa il simbolo del cuore con le mani
In occasione della Giornata Mondiale del Cuore, l’attenzione alla prevenzione cardiovascolare può estendersi anche a un ambito spesso considerato separato: la salute orale.

Uno studio ha analizzato le evidenze disponibili sul rapporto tra microbioma orale, malattia parodontale e patologie cardiovascolari. 

Il punto di partenza è il microbioma orale, una comunità complessa che comprende oltre 700 specie batteriche. In condizioni di equilibrio, questi microrganismi partecipano al mantenimento della salute orale; quando però questo equilibrio viene alterato, per esempio in presenza di una scarsa igiene orale, possono instaurarsi condizioni di disbiosi associate a diverse patologie. La letteratura esaminata dagli autori mostra in particolare un’associazione tra cattiva salute orale, malattia parodontale e aumento del rischio cardiovascolare. 

 

Dalla parodontite all’infiammazione sistemica

La parodontite è una patologia infiammatoria cronica sostenuta da infezioni batteriche che possono interessare gengive, legamento parodontale e osso alveolare. Batteri associati alla malattia, tra cui Porphyromonas gingivalis e Fusobacterium nucleatum, possono raggiungere il circolo sanguigno attraverso i tessuti gengivali infiammati. Una volta in circolo, i microrganismi o alcuni dei loro prodotti, come i lipopolisaccaridi, possono contribuire ad attivare una risposta infiammatoria sistemica. 

Tra i mediatori coinvolti vengono citati proteina C-reattiva (CRP), interleuchine come IL-1 e IL-6 e TNF-α. La loro presenza è collegata non solo all’infiammazione parodontale, ma anche ai processi che accompagnano l’aterosclerosi. Secondo la review, l’infiammazione sistemica può infatti compromettere la funzione dell’endotelio, il rivestimento interno dei vasi sanguigni, e contribuire alla progressione delle placche aterosclerotiche. 

Gli autori descrivono due possibili vie principali: da una parte il passaggio diretto di batteri orali nel sistema cardiovascolare, dall’altra una risposta immunitaria persistente capace di favorire un’infiammazione diffusa. Entrambi i meccanismi potrebbero contribuire alla formazione e alla progressione delle placche aterosclerotiche. 

 

Cosa mostrano gli studi analizzati

Le evidenze epidemiologiche raccolte nella review indicano un’associazione significativa tra malattia gengivale e salute cardiovascolare. Gli autori riportano, per esempio, che le persone con patologia gengivale presentano in alcuni studi un rischio maggiore del 19% di sviluppare una cardiopatia rispetto a chi ha gengive sane. La parodontite grave è stata inoltre associata a un rischio più elevato di ictus ischemico. 

Un lavoro del 2016 citato nella review ha rilevato, nello specifico, che le persone con parodontite severa presentavano un rischio di primo infarto miocardico superiore del 49% rispetto ai soggetti con parodontite lieve o assente. Studi di intervento hanno inoltre mostrato che il trattamento della malattia parodontale può migliorare la funzione endoteliale e ridurre alcuni marcatori sistemici dell’infiammazione, tra cui la CRP. 

La relazione tra le due condizioni è però complessa, anche perché parodontite e malattie cardiovascolari condividono diversi fattori di rischio. Tra quelli discussi dagli autori figurano fumo, diabete, alimentazione non equilibrata, sedentarietà, età e fattori socioeconomici, che possono influenzare contemporaneamente la salute orale e quella cardiovascolare. 

 

Un legame importante, ma la causalità non è ancora dimostrata

La review sottolinea un aspetto fondamentale: le evidenze disponibili mostrano un rapporto consistente tra salute orale e malattie cardiovascolari, ma non dimostrano in modo definitivo che la malattia parodontale causi direttamente una patologia cardiovascolare.

Molti degli studi disponibili sono infatti osservazionali e i risultati possono essere influenzati da fattori confondenti, come fumo, condizioni socioeconomiche e accesso alle cure. Gli autori ritengono quindi necessari ulteriori studi randomizzati e ricerche a lungo termine per stabilire se il miglioramento della salute orale possa tradursi direttamente in una riduzione del rischio cardiovascolare. 

Il messaggio che emerge è quindi soprattutto preventivo. Igiene orale regolare, controlli odontoiatrici e trattamento tempestivo della malattia parodontale vengono indicati come elementi da integrare in una visione più ampia della salute. La review propone inoltre una maggiore collaborazione tra odontoiatri e professionisti dell’area medica per individuare precocemente fattori di rischio condivisi come diabete, ipertensione e fumo. 

In questa prospettiva, la Giornata Mondiale del Cuore diventa anche un’occasione per ricordare che bocca e organismo non sono compartimenti indipendenti. Le evidenze raccolte non consentono ancora di parlare di un rapporto causale diretto, ma indicano con chiarezza che la salute parodontale merita di essere considerata nel più ampio quadro della prevenzione e della salute cardiovascolare.

Leggi lo studio originale.

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