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CAO nazionale: "La sicurezza del paziente deve restare l'obiettivo prioritario"
odontoiatra e assistente con paziente su riunito in visita
La Commissione Albo Odontoiatri scrive al Ministro della Salute Orazio Schillaci sul ruolo dell'igienista dentale, richiamando il rispetto delle competenze professionali e la necessaria integrazione con l'Odontoiatra.

Garantire percorsi clinici appropriati e sicuri, nel rispetto delle competenze delle diverse professioni sanitarie e senza alimentare contrapposizioni. È il principio ribadito dalla Commissione Albo Odontoiatri (CAO) nazionale della FNOMCeO in una lettera inviata al ministro della Salute Orazio Schillaci e firmata dal presidente Andrea Senna, dedicata all’esercizio della professione di Igienista dentale.

L’intervento arriva dopo le recenti iniziative della Commissione di albo nazionale degli Igienisti dentali sul tema dell’autonomia professionale. Secondo la CAO, il confronto deve avere come riferimento prioritario la tutela della salute e della sicurezza del paziente, andando oltre una semplice delimitazione degli ambiti professionali.

«La questione deve essere affrontata nel pieno rispetto delle competenze proprie di ciascuna professione sanitaria», afferma Senna, sottolineando la necessità di garantire un’organizzazione dell’assistenza odontoiatrica capace di assicurare appropriatezza e sicurezza lungo tutto il percorso clinico.

 

Autonomia professionale e integrazione con l’Odontoiatra

Nella lettera, la CAO nazionale richiama il decreto ministeriale n. 137 del 1999, secondo il quale l’Igienista dentale svolge le proprie attività su indicazione degli Odontoiatri e dei Medici chirurghi legittimati all’esercizio dell’Odontoiatria, sia nelle strutture pubbliche e private sia in regime libero-professionale.

Per la Commissione, il riconoscimento dell’autonomia professionale dell’Igienista dentale non deve essere interpretato come una completa autonomia funzionale e operativa rispetto all’Odontoiatra nella gestione del paziente.

Ogni professionista mantiene infatti autonomia e responsabilità per gli atti di propria competenza, ma all’interno di un percorso assistenziale che, secondo la CAO, richiede l’integrazione tra le due figure.

La nota richiama inoltre la sentenza n. 1703 del 2020 del Consiglio di Stato e la sentenza n. 752 del 2026 del TAR Marche. Secondo quanto riportato dalla CAO, nell’attuale quadro normativo, pur essendo possibile per l’Igienista dentale esercitare come libero professionista, non sarebbe configurabile uno studio autonomo ed esclusivo di igiene dentale che operi prescindendo dalla compresenza dell’Odontoiatra e dalla necessaria integrazione funzionale con quest’ultimo.

 

Al centro valutazione odontoiatrica e sicurezza delle cure

La CAO pone quindi l’attenzione sulle garanzie da assicurare al paziente: la valutazione odontoiatrica, l’indicazione alla prestazione e la possibilità di intervento dell’Odontoiatra quando le condizioni cliniche lo richiedano.

«È su queste garanzie che deve fondarsi l’organizzazione dell’assistenza», sottolinea Senna.

La Commissione chiede pertanto che eventuali iniziative del Ministero della Salute sul tema tengano conto della disciplina vigente e dei principi richiamati dalla giurisprudenza amministrativa. La CAO ritiene inoltre necessario essere coinvolta nei tavoli istituzionali che possano incidere sull’organizzazione dell’assistenza odontoiatrica e sui rapporti funzionali tra le professioni coinvolte.

Il confronto, conclude Senna, dovrà valorizzare le competenze di ciascun professionista mantenendo come riferimento comune appropriatezza, sicurezza e continuità delle cure, nell’interesse dei cittadini.

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