Al centro di questa edizione c’è il ruolo del dentista nella prevenzione, intesa non come principio generale, ma come pratica quotidiana, concreta e personalizzata.
Secondo ANDI, è ancora necessario contrastare una convinzione diffusa che può portare a ritardare i controlli. Carie, malattie parodontali, stili di vita e fattori di rischio individuali possono condurre alla perdita dei denti, ma molto può essere prevenuto o intercettato precocemente attraverso una corretta igiene orale, controlli periodici e un rapporto continuativo con il dentista.
I dati raccolti per questa edizione mostrano un divario significativo: un adulto italiano su due ha già perso almeno un dente naturale, sette persone su dieci temono di perderne in futuro, ma solo quattro su dieci si sentono sicure di sapere come evitarlo.
Per ANDI, il punto non è quindi soltanto la consapevolezza del problema, ma la capacità di tradurla in comportamenti efficaci. In questo contesto, il ruolo del dentista è quello di informare, motivare, personalizzare le indicazioni e aiutare il paziente a mantenere nel tempo le corrette abitudini.
Una prevenzione personalizzata
La prevenzione non può essere ridotta a un consiglio standardizzato. Deve partire dalla valutazione del rischio individuale e tenere conto della storia clinica, delle condizioni sistemiche, degli stili di vita e della capacità del paziente di aderire alle indicazioni ricevute.
Anche la comunicazione viene indicata come parte della cura. Utilizzare un linguaggio comprensibile e motivante è considerato essenziale per trasformare le informazioni ricevute in scelte quotidiane.
Il legame tra salute orale e salute generale
Il comunicato richiama anche il rapporto tra salute orale e salute generale.
La malattia parodontale viene indicata come frequentemente associata a condizioni sistemiche come diabete e malattie cardiovascolari, oltre che ad alcune patologie respiratorie e ad altre manifestazioni patologiche sistemiche.
Prendersi cura della bocca significa quindi contribuire alla tutela complessiva della persona.
Prevenzione e sostenibilità delle cure
Un altro aspetto centrale è il rapporto tra prevenzione e sostenibilità delle cure.
Intercettare precocemente le patologie significa ridurre urgenze, trattamenti complessi e riabilitazioni onerose, preservando più a lungo i denti naturali.
Nel comunicato si sottolinea inoltre che sostenibilità non significa limitare le cure necessarie, ma ridurre il bisogno di interventi più invasivi attraverso diagnosi tempestive, continuità assistenziale e maggiore appropriatezza.
Il 46° Mese della Prevenzione Dentale ribadisce così il valore di una prevenzione costruita sul singolo paziente e il ruolo del dentista nel trasformare la consapevolezza in comportamenti concreti e continuativi.
Fonte: ANDI


