Garantire la salute orale delle donne in gravidanza in condizioni di fragilità economica e sociale: è questo l’obiettivo del progetto “Salute Ora – Promozione della salute orale per le gestanti in condizioni di vulnerabilità socio-economica”, promosso dall’Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti e per il Contrasto delle Malattie della Povertà (INMP) su mandato del Ministero della Salute.
Un’iniziativa per la salute della madre e del bambino
L’iniziativa si rivolge alle donne con ISEE inferiore a 20.000 euro, offrendo gratuitamente una visita odontoiatrica e una seduta di igiene orale. L’obiettivo è duplice: migliorare il benessere complessivo della gestante e promuovere la salute del nascituro, prevenendo le complicanze legate alle infezioni orali durante la gravidanza.
Il ruolo delle organizzazioni partner
La Fondazione ANDI ETS e Cooperazione Odontoiatrica Internazionale ETS (COI ETS) collaborano attivamente al progetto, contribuendo alla diffusione dell’iniziativa e al coinvolgimento dei professionisti del settore.
Per la realizzazione del programma sono stati stanziati 400.000 euro, destinati sia alla creazione della piattaforma digitale dedicata (per odontoiatri e gestanti), sia al rimborso delle prestazioni: 60 euro per ogni visita con seduta di igiene orale erogata dai professionisti aderenti.
Iscrizione e gestione tramite web app
Gli odontoiatri che desiderano partecipare possono iscriversi attraverso la web app dedicata disponibile all’indirizzo saluteoraleingravidanza.it.
La piattaforma consente di gestire gli appuntamenti, redigere il referto clinico e richiedere il rimborso delle prestazioni in modo semplice e digitale, da smartphone o computer.
Un progetto triennale per 3.000 visite
Avviato il 1° ottobre, il progetto ha una durata triennale e punta a raggiungere almeno 3.000 visite odontoiatriche.
La Fondazione ANDI ETS invita le Commissioni provinciali dell’Albo degli Odontoiatri a collaborare nella diffusione dell’iniziativa, per favorire la più ampia partecipazione possibile e garantire un impatto concreto sulla salute delle future mamme più vulnerabili.
Fonte: ANDI

