L’iniziativa è rivolta a tre categorie prioritarie: donne in gravidanza, bambini fino a 12 anni e persone over 65. Il programma prevede un’articolata serie di incontri, laboratori e presentazioni multimediali, con l’obiettivo di promuovere la prevenzione delle malattie orali in tutte le fasi della vita.
Durante la presentazione sono intervenuti, tra gli altri, il consigliere regionale Alessandro Leoci, il direttore generale della Asl Maurizio De Nuccio, il direttore amministrativo Loredana Carulli, la presidente dell’Ordine Tsrm e Pstrp Domenica Argese, la dirigente della Uosd Professioni Sanitarie della Asl Adelina Usai e la presidente della Commissione d’Albo Igienisti Dentali Giovanna Mosaico, che è anche la coordinatrice scientifica del progetto.
Mosaico ha evidenziato come le malattie orali colpiscano circa 3,5 miliardi di persone nel mondo, con 2 miliardi di casi di carie non trattata nei denti permanenti, 1 miliardo di malattia parodontale avanzata e 514 milioni di carie non curate nei denti decidui dell’infanzia. In particolare, per le donne in gravidanza, il progetto intende promuovere stili di vita salutari per il benessere orale delle future madri e dei nascituri, con il coinvolgimento diretto dell’igienista dentale all’interno dei percorsi multidisciplinari della Asl.
Il programma, in linea con le direttive del Ministero della Salute e le raccomandazioni per la salute orale in età perinatale, parte dai corsi di accompagnamento alla nascita per sensibilizzare già nei primi mille giorni di vita.
La seconda fase del progetto si concentra sul percorso scolastico: dalla scuola dell’infanzia alla primaria, fino alla secondaria di primo grado, con laboratori dedicati all’igiene orale. La terza fase coinvolge invece i centri di assistenza per anziani, ponendo attenzione al controllo della salute orale e alla cura delle protesi dentarie.
La presidente Argese ha sottolineato che l’iniziativa nasce per promuovere la salute orale come parte integrante della salute globale della persona. Si tratta di una risposta concreta agli stimoli dell’OMS, che invita a sviluppare azioni efficaci e capillari per la prevenzione. Ha espresso inoltre gratitudine alla Regione Puglia, al consigliere Leoci per l’impegno che ha permesso il finanziamento regionale di 30.000 euro, alla Asl di Brindisi per il supporto operativo, e in particolare agli igienisti dentali, definiti i veri protagonisti dell’iniziativa.
La dirigente Adelina Usai ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e ordini professionali, fondamentali per garantire qualità, etica e formazione continua. Il progetto è parte di un più ampio impegno della Asl, che ha già firmato due protocolli d’intesa nel 2025, inclusa una collaborazione per la formazione degli infermieri di famiglia.
“La salute dei cittadini è una responsabilità collettiva – ha dichiarato Usai – e solo insieme, ciascuno con il proprio ruolo, possiamo fare realmente la differenza”.
Il consigliere Alessandro Leoci ha espresso soddisfazione per l’avvio della sperimentazione proprio nel territorio di Brindisi, sottolineando il valore dell’iniziativa per i suoi contenuti innovativi e per il potenziale impatto concreto sulla salute delle persone. Ha ricordato di aver sostenuto il progetto in ogni sede istituzionale, presentando personalmente un emendamento alla legge di bilancio per garantirne il finanziamento.
Leoci ha inoltre rimarcato l’importanza della prevenzione in età precoce come strategia per abbattere le disuguaglianze sanitarie e promuovere un rapporto consapevole con la propria salute fin dall’infanzia. Il progetto è pensato anche per contrastare le difficoltà economiche che, per molti, rendono inaccessibili le cure odontoiatriche.
Per il direttore generale della Asl Maurizio De Nuccio, la prevenzione è il futuro della sanità, e il progetto rappresenta un modello replicabile su scala regionale. Anche il direttore amministrativo Loredana Carulli ha sottolineato che le malattie orali, pur prevenibili, rappresentano un onere sanitario significativo, legato a fattori di rischio modificabili come dieta ricca di zuccheri, fumo, alcol e scarsa igiene orale.
“Un sorriso sano per la vita 3.0” si configura dunque come un esempio virtuoso di sanità pubblica integrata, capace di unire istituzioni, professionisti e comunità attorno a un obiettivo comune: la salute orale come diritto per tutti, dalla nascita alla terza età.

