Con la sentenza n. 420, pubblicata il 14 ottobre 2026, il Tribunale amministrativo regionale è intervenuto sulla disciplina adottata dalla Regione Molise per consentire l’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie a chi possiede qualifiche estere non ancora riconosciute dal Ministero della Salute.
Al centro della decisione, la distinzione tra semplificazione delle procedure e verifica effettiva delle competenze professionali. Secondo i giudici, le deroghe previste dalla normativa nazionale possono riguardare gli aspetti procedurali del riconoscimento, ma non devono compromettere le garanzie necessarie ad accertare l'adeguatezza della formazione.
Il TAR ha rilevato che la Regione Molise non aveva definito contenuti minimi e modalità delle verifiche sui percorsi formativi, prevedendo tali controlli come eventuali anziché obbligatori. Anche la semplice acquisizione della documentazione e la valutazione dei titoli per la formazione di graduatorie sono state ritenute insufficienti a garantire un accertamento sostanziale della preparazione.
La sentenza ha quindi disposto l'annullamento parziale dei provvedimenti impugnati, limitatamente agli effetti della proroga dal 31 dicembre 2027 al 31 dicembre 2029. Per consentire l'esercizio professionale nel periodo interessato, la Regione dovrà introdurre verifiche adeguate dei percorsi formativi.
La pronuncia conferma inoltre la legittimazione della FNOMCeO e degli Ordini territoriali ad agire in giudizio per tutelare il corretto esercizio della professione e la sicurezza delle cure, in linea con precedenti decisioni del TAR Lombardia.
Il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, ha sottolineato come la carenza di personale sanitario richieda interventi strutturali, senza rinunciare al controllo delle competenze di chi opera nel Servizio sanitario nazionale.
Sulla stessa linea il Presidente della Commissione Albo Odontoiatri nazionale, Andrea Senna, che ha evidenziato la rilevanza della decisione anche per l'odontoiatria, ribadendo che le deroghe alle procedure di riconoscimento dei titoli non possono eliminare le garanzie sulla formazione e sulla preparazione professionale.
La FNOMCeO ha infine richiamato la necessità di regole chiare e uniformi a livello nazionale, capaci di valorizzare il contributo dei professionisti formati all'estero e, contemporaneamente, assicurare ai cittadini cure sicure e di qualità.

