Un appuntamento istituzionale che, a partire dal valore del lavoro quotidiano degli operatori della salute, apre una riflessione ampia sul presente e sul domani del Servizio sanitario nazionale.
La cerimonia, condotta dalla giornalista Safiria Leccese e con inizio alle ore 9:00, si articolerà in una mattinata di riflessione dedicata non solo al valore umano delle professioni sanitarie, ma anche alle prospettive future del Servizio sanitario nazionale. Dopo i saluti istituzionali – tra gli invitati il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Sottosegretario Marcello Gemmato, il Presidente della Commissione Affari sociali del Senato Franco Zaffini, il Presidente della Commissione Affari sociali della Camera Ugo Cappellacci, il Presidente della Fondazione Enpam Alberto Oliveti e il Direttore del Conservatorio Franco Antonio Mirenzi – è prevista la presentazione del volume “Pensare la sanità, terapie per la sanità malata”, a cura di Luca Antonini e Stefano Zamagni.
Al tema del futuro del sistema sanitario sarà dedicata anche la successiva tavola rotonda, che vedrà il confronto tra Silvio Brusaferro, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all’Università di Udine, Roberta Siliquini, ordinario di Sanità pubblica all’Università di Torino, e Don Massimo Angelelli, Direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana.
Momento centrale della giornata sarà la premiazione della seconda edizione del Premio Letterario FNOMCeO, che da quest’anno porta il nome di Roberto Stella, già Presidente dell’OMCeO di Varese e primo medico italiano a perdere la vita durante la pandemia da Covid-19. Il tema scelto per racconti e poesie – “Il futuro della cura tra intelligenza artificiale e umanità” – richiama una delle grandi sfide contemporanee della medicina, invitando a riflettere sull’equilibrio tra innovazione tecnologica e relazione di cura.
Come da tradizione per le celebrazioni FNOMCeO, i lavori saranno intervallati da momenti musicali. Protagonista un ensemble di giovani musicisti, molti dei quali formatisi proprio al Conservatorio di Santa Cecilia, che proporrà un percorso sonoro continuo tra La Traviata di Giuseppe Verdi e La Bohème di Giacomo Puccini. Un dialogo musicale senza soluzione di continuità, pensato come esperienza immersiva, in cui la musica diventa spazio narrativo ed emotivo, evocando il tema della fragilità e della cura come elemento profondamente umano e universale.

