Questa iniziativa è stata al centro del Data Summit 2026, ospitato al Senato, dove rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee si sono confrontati su uno dei temi più rilevanti e complessi degli ultimi anni: la digitalizzazione del sistema sanitario. Il fulcro del progetto è la trasformazione di milioni di documenti clinici in dati utilizzabili per migliorare le cure, la prevenzione e la ricerca.
Il nuovo Ecosistema dei Dati Sanitari (Eds), basato sul Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, permetterà di collegare le informazioni di tutti i cittadini italiani, mantenendole nei sistemi regionali ma rendendole accessibili a livello nazionale ed europeo. Un passo fondamentale verso una sanità più moderna e connessa, che punta a sfruttare i dati per ottimizzare i processi decisionali e migliorare la qualità dei servizi sanitari.
Il Senatore Francesco Zaffini ha sottolineato l'importanza del diritto dei cittadini sui propri dati, dichiarando: "I dati sanitari appartengono ai cittadini, non alle piattaforme". Questo principio diventa centrale non solo sul piano della privacy, ma anche come strumento strategico per lo sviluppo economico, poiché la gestione dei dati sanitari rappresenta una risorsa fondamentale per innovare il settore.
Il sistema si baserà su due infrastrutture principali: MyHealth@EU, già attiva per la condivisione di prescrizioni e dati clinici, e HealthData@EU, destinata a supportare la ricerca e le politiche sanitarie. Ma la vera sfida si gioca sull’intelligenza artificiale. L’Unione Europea ha previsto investimenti significativi per lo sviluppo di algoritmi avanzati, che saranno alimentati dai dati sanitari per supportare la diagnosi, la prevenzione e la ricerca scientifica.
Tuttavia, l’uso di questi dati solleva preoccupazioni legate alla privacy e alla sicurezza. Il filosofo Luciano Floridi ha evidenziato il delicato equilibrio tra il diritto individuale alla privacy e l’interesse collettivo per il progresso scientifico: "I dati sanitari sono il custode della nostra fragilità, ma anche un motore straordinario di sviluppo scientifico". Questa riflessione diventa cruciale nel momento in cui si intende gestire enormi quantità di informazioni sensibili.
Per accelerare il processo, è stato presentato il Data Pact, un accordo tra istituzioni e stakeholder con cinque impegni operativi. Tra questi, l’attuazione dell’Eds entro il 2026 e la creazione di organismi dedicati all'accesso ai dati, che garantiranno un uso sicuro e responsabile delle informazioni sanitarie.
Il governo italiano, attraverso il ministro della Salute Orazio Schillaci, ha confermato il proprio impegno a portare l’Italia tra i paesi più avanzati nell’utilizzo dei dati sanitari, con l’obiettivo di ridurre i divari tra le diverse regioni e garantire un accesso equo e sicuro alle informazioni sanitarie per tutti i cittadini.
In sintesi, l’Italia sta tracciando un percorso ambizioso che potrebbe trasformare il panorama sanitario europeo, creando nuove opportunità per l’innovazione in sanità, ma anche sollevando interrogativi sulla gestione e protezione dei dati sensibili.

