La sordocecità, o doppia disabilità sensoriale, riguarda centinaia di migliaia di persone e comporta sfide significative anche in ambito odontoiatrico.
I pazienti sordociechi, infatti, possono presentare una salute orale più compromessa rispetto alla popolazione generale. Uno studio sottolinea come le difficoltà nel mantenere una corretta igiene orale — a causa della ridotta capacità di riconoscere placca, lesioni o segnali precoci di malattia dentale — si sommino ad eventuali patologie concomitanti, come il diabete o specifiche sindromi genetiche, aggravando la situazione odontoiatrica. Inoltre, il loro accesso alle cure può essere ostacolato da barriere logistiche, economiche e comunicative. Spostarsi in autonomia verso gli studi odontoiatrici non è sempre possibile, così come prenotare un appuntamento o ricevere informazioni attraverso canali tradizionali: una lettera cartacea può risultare inaccessibile a chi non vede, una telefonata impossibile per chi non sente.
Proprio la comunicazione rappresenta uno degli aspetti più critici. Gli operatori sanitari, odontoiatri compresi, dovrebbero saper utilizzare strategie e strumenti alternativi per instaurare un dialogo efficace con il paziente. Oltre alla presenza di interpreti, possono essere utili supporti come la scrittura su carta, sistemi di comunicazione tattile o tecnologie che traducono il parlato in testo. L’articolo richiama, inoltre, la necessità di predisporre materiali informativi in formati accessibili - ad esempio in braille o in versione audio - così da favorire la comprensione e la partecipazione attiva del paziente nelle scelte terapeutiche.
Il contesto dello studio dentistico può richiedere piccoli ma fondamentali adattamenti, come la riduzione dei rumori di sottofondo, l’organizzazione di spazi senza ostacoli e l’uso di contrasti cromatici per facilitare l’orientamento. Anche la durata degli appuntamenti dovrebbe essere calibrata, tenendo conto dei tempi più lunghi per la comunicazione e delle eventuali esigenze di accompagnatori o interpreti. In molti casi, queste attenzioni permettono di offrire cure di qualità in uno studio odontoiatrico tradizionale. Nei pazienti con forme più complesse di sordocecità, magari associate a ulteriori disabilità o a condizioni mediche gravi, può invece rendersi necessario un invio a servizi di odontoiatria speciale.
In questa giornata mondiale, è giusto ribadire che il diritto alla salute passa anche dall’odontoiatria. Serve un cambio di prospettiva culturale: considerare la persona con sordocecità non come un “caso difficile”, bensì come un paziente con un percorso di cura personalizzato, che ha diritto a essere accolto, ascoltato e seguito con professionalità e rispetto.
Promuovere la formazione specifica per i professionisti, sensibilizzare la popolazione, e diffondere buone pratiche inclusive sono azioni che possono fare la differenza. Perché la dignità passa anche da un sorriso, e la giornata di oggi ci ricorda che ogni sorriso conta, soprattutto quello di chi affronta, ogni giorno, il silenzio e l’oscurità insieme.
Immagine generata da AI

