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Odontoiatria e sordocecità: un impegno per l'inclusione e la qualità di vita
Paziente sordo cieco con accompagnatrice in studio odontoiatrico
Oggi 27 giugno ricorre la Giornata Mondiale della Sordocecità, un'occasione importante per riflettere su una condizione che coinvolge la perdita combinata di vista e udito, con conseguenze profonde sulla comunicazione, sull'autonomia e sull'accesso ai servizi, compresi quelli sanitari.

La sordocecità, o doppia disabilità sensoriale, riguarda centinaia di migliaia di persone e comporta sfide significative anche in ambito odontoiatrico.

I pazienti sordociechi, infatti, possono presentare una salute orale più compromessa rispetto alla popolazione generale. Uno studio sottolinea come le difficoltà nel mantenere una corretta igiene orale — a causa della ridotta capacità di riconoscere placca, lesioni o segnali precoci di malattia dentale — si sommino ad eventuali patologie concomitanti, come il diabete o specifiche sindromi genetiche, aggravando la situazione odontoiatrica. Inoltre, il loro accesso alle cure può essere ostacolato da barriere logistiche, economiche e comunicative. Spostarsi in autonomia verso gli studi odontoiatrici non è sempre possibile, così come prenotare un appuntamento o ricevere informazioni attraverso canali tradizionali: una lettera cartacea può risultare inaccessibile a chi non vede, una telefonata impossibile per chi non sente.

Proprio la comunicazione rappresenta uno degli aspetti più critici. Gli operatori sanitari, odontoiatri compresi, dovrebbero saper utilizzare strategie e strumenti alternativi per instaurare un dialogo efficace con il paziente. Oltre alla presenza di interpreti, possono essere utili supporti come la scrittura su carta, sistemi di comunicazione tattile o tecnologie che traducono il parlato in testo. L’articolo richiama, inoltre, la necessità di predisporre materiali informativi in formati accessibili - ad esempio in braille o in versione audio - così da favorire la comprensione e la partecipazione attiva del paziente nelle scelte terapeutiche.

Il contesto dello studio dentistico può richiedere piccoli ma fondamentali adattamenti, come la riduzione dei rumori di sottofondo, l’organizzazione di spazi senza ostacoli e l’uso di contrasti cromatici per facilitare l’orientamento. Anche la durata degli appuntamenti dovrebbe essere calibrata, tenendo conto dei tempi più lunghi per la comunicazione e delle eventuali esigenze di accompagnatori o interpreti. In molti casi, queste attenzioni permettono di offrire cure di qualità in uno studio odontoiatrico tradizionale. Nei pazienti con forme più complesse di sordocecità, magari associate a ulteriori disabilità o a condizioni mediche gravi, può invece rendersi necessario un invio a servizi di odontoiatria speciale.

In questa giornata mondiale, è giusto ribadire che il diritto alla salute passa anche dall’odontoiatria. Serve un cambio di prospettiva culturale: considerare la persona con sordocecità non come un “caso difficile”, bensì come un paziente con un percorso di cura personalizzato, che ha diritto a essere accolto, ascoltato e seguito con professionalità e rispetto.

Promuovere la formazione specifica per i professionisti, sensibilizzare la popolazione, e diffondere buone pratiche inclusive sono azioni che possono fare la differenza. Perché la dignità passa anche da un sorriso, e la giornata di oggi ci ricorda che ogni sorriso conta, soprattutto quello di chi affronta, ogni giorno, il silenzio e l’oscurità insieme.

 

Immagine generata da AI 

 

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