L’intelligenza artificiale entra sempre più concretamente nei modelli di organizzazione e assistenza sanitaria. Non con l’obiettivo di sostituire il professionista, ma di affiancarlo nelle attività quotidiane, facilitando l’accesso alle informazioni, supportando le decisioni cliniche e rendendo più efficiente la gestione dei pazienti.
In questa direzione si inserisce MIA, il progetto promosso da AGENAS, sviluppato nell’ambito della Missione 6 “Salute” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e, nello specifico, del sub-investimento dedicato all’intelligenza artificiale.
L’obiettivo è utilizzare le potenzialità dell’IA per contribuire allo sviluppo di una sanità territoriale più integrata e digitale, mettendo a disposizione dei professionisti sanitari uno strumento di supporto in diverse fasi dell’assistenza.
Tre aree di intervento
MIA è una piattaforma di intelligenza artificiale pensata per operare principalmente in tre ambiti.
Il primo riguarda le attività diagnostiche di base. La piattaforma può fornire indicazioni su possibili diagnosi, esami da approfondire e percorsi terapeutici iniziali, offrendo così un supporto alle valutazioni del professionista.
Un secondo ambito è quello della gestione della cronicità, attraverso strumenti destinati al monitoraggio personalizzato dei pazienti affetti da patologie croniche e alla gestione delle eventuali comorbidità.
La terza area riguarda invece prevenzione e promozione della salute. Il sistema permette di visualizzare le campagne di sensibilizzazione attive a livello nazionale e regionale, individuare i pazienti potenzialmente idonei a programmi di screening o vaccinazione e formulare suggerimenti sulla base dei fattori di rischio individuali.
Risposte basate su evidenze e fonti verificabili
Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda le modalità di interazione con il professionista sanitario.
Attraverso un’interfaccia dedicata, l’operatore può formulare domande e ricevere risposte basate su evidenze scientifiche e accompagnate da fonti verificabili.
L’IA viene quindi proposta come uno strumento complementare all’attività clinica: il professionista mantiene la responsabilità delle decisioni, mentre la tecnologia può contribuire a rendere più rapido l’accesso alle informazioni e a semplificare alcuni passaggi dei processi assistenziali.
Dalla diagnosi alla prevenzione
Tra i benefici indicati per MIA rientrano la possibile riduzione dei tempi dedicati alle attività diagnostiche di routine, il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva e dell’aderenza terapeutica e una gestione più proattiva delle patologie croniche.
Sul fronte della prevenzione, la piattaforma punta inoltre a favorire una maggiore adesione ai programmi di screening e vaccinazione e una migliore allocazione delle risorse disponibili.
Il progetto guarda anche a una delle questioni centrali del Servizio sanitario: le differenze territoriali e sociali nell’accesso alle cure. Secondo l’impostazione di AGENAS, infatti, un utilizzo responsabile e strutturato dell’intelligenza artificiale può contribuire a ridurre queste distanze, mettendo strumenti e informazioni a disposizione dei professionisti indipendentemente dal contesto nel quale operano.
MIA rappresenta così un ulteriore passo verso un modello di sanità nel quale competenze cliniche e strumenti digitali lavorano insieme, con l’IA chiamata non a sostituire il professionista sanitario, ma a supportarlo nella gestione di una medicina sempre più complessa, personalizzata e orientata alla prevenzione.

