Le malattie parodontali colpiscono oltre 1 miliardo di persone nel mondo e rappresentano una delle principali sfide globali di sanità pubblica.1 Pur essendo in gran parte prevenibili, il loro impatto continua ad aumentare.1 Durante un incontro con la stampa organizzato da Kenvue nell'ambito dell'International Symposium on Dental Hygiene (ISDH) di Milano, gli esperti hanno evidenziato come due rapporti elaborati in modo indipendente, uno in Europa e uno in Nord America, siano giunti a conclusioni straordinariamente simili su come dovrebbero evolvere le strategie di prevenzione e sul ruolo di un collutorio di efficacia clinicamente dimostrata in associazione alla pulizia meccanica.
I due documenti sono il white paper dell'American Dental Hygienists’ Association (ADHA) sulla ridefinizione della gestione e della prevenzione delle malattie parodontali,2 e il rapporto Principles for Oral Health, coordinato dalla Fondazione SEPA.3
Rapporti indipendenti, stessa conclusione
L'aspetto più significativo riguarda il modo in cui sono nati i due rapporti. Sono stati elaborati separatamente, da organizzazioni diverse e in differenti aree del mondo; eppure attingono allo stesso corpus di evidenze e giungono alle medesime conclusioni generali. Entrambi poggiano su una base scientifica condivisa, che comprende le linee guida di pratica clinica di livello S3 della Federazione Europea di Parodontologia (EFP)4, oltre alle indicazioni dell’American Dental Association e dell’American Academy of Periodontology.
Nel complesso, il risultato è coerente. Sebbene la pulizia meccanica resti il fondamento, il collutorio può essere preso in considerazione per controllare l’infiammazione gengivale nell’ambito di un approccio terapeutico personalizzato in casi selezionati; le formulazioni a base di oli essenziali sono tra quelle meglio supportate dalle evidenze disponibili. Entrambi i rapporti considerano il collutorio un ausilio alla pulizia meccanica (spazzolamento dei denti), mai un sostituto, da raccomandare in funzione del profilo di rischio del singolo paziente.2,3
Gli esperti alla base di questa convergenza
L'incontro con la stampa ha riunito quattro esperti per trasmettere un messaggio univoco.
Il Professor Luigi Nibali (King’s College London) ha definito il quadro scientifico, spiegando perché una malattia prevenibile continui a diffondersi e perché la gengivite debba essere presa sul serio. La Dr.ssa Ana Molina (SEPA) ha illustrato il rapporto Principles for Oral Health e il modo in cui traduce le evidenze delle linee guida in indicazioni utilizzabili nella pratica clinica quotidiana. la Dr.ssa JoAnn Gurenlian (ADHA) ha presentato la conclusione del white paper, secondo cui l'igienista dentale è in prima linea nella prevenzione, spiegando perché sia stata la professione stessa a formulare tale raccomandazione. Simone Ruzario (Presidente eletto, British Society of Dental Hygiene & Therapy) ha ricondotto il tema alla pratica alla poltrona, illustrando quali cambiamenti le evidenze comportano per igienisti dentali e terapisti dentali nel lavoro quotidiano in tutto il mondo.
Il ruolo del collutorio, secondo i rapporti
Ogni intervento è approdato allo stesso messaggio, espresso con parole proprie. Sul fronte delle evidenze europee, le linee guida EFP di livello S3 riconoscono specifici antisettici - tra cui gli oli essenziali, annoverati fra i più efficaci - come coadiuvanti personalizzati dell’igiene orale del paziente per contribuire al controllo dell’infiammazione gengivale4; il rapporto Principles for Oral Health conclude inoltre che l’impiego di specifici antisettici, in aggiunta al controllo meccanico del biofilm, è raccomandato in determinati gruppi di pazienti nei quali fattori locali o sistemici rendono il solo controllo meccanico del biofilm insufficiente a raggiungere e mantenere la salute parodontale.3 Sul fronte statunitense, il white paper ADHA riferisce che un collutorio contenente una combinazione fissa di quattro oli essenziali, associato allo spazzolamento e all’uso del filo interdentale, ha ridotto in modo significativo la placca dell’intera cavità orale, la gengivite e il sanguinamento rispetto al solo spazzolamento, e presenta il collutorio antisettico aggiuntivo come un’integrazione semplice, economicamente accessibile e facilmente reperibile della routine quotidiana di igiene orale domiciliare.2
Quando e come raccomandarlo
Il messaggio pratico per i professionisti del settore odontoiatrico è coerente in entrambi i rapporti. Lo spazzolamento due volte al giorno con un dentifricio al fluoro e la pulizia quotidiana degli spazi interdentali restano il fondamento. L’uso quotidiano di un collutorio antisettico, come ausilio e non come sostituto, dovrebbe essere raccomandato ai pazienti per i quali è improbabile che la sola pulizia meccanica sia sufficiente. Fra questi rientrano i pazienti con infiammazione gengivale persistente, quelli con condizioni che favoriscono la ritenzione del biofilm, quali affollamento dentale, restauri, impianti o apparecchi ortodontici, e quelli nei quali condizioni generali, ridotta destrezza manuale, fragilità o patologie come il diabete rendono più difficile ottenere un controllo efficace della placca e dell’infiammazione.
La raccomandazione dovrebbe essere personalizzata, spiegata con un linguaggio semplice e rivalutata a ogni visita; la scelta fra diverse opzioni di gusto e intensità può favorire l’aderenza.2,3
“Il corpus di evidenze è sufficientemente chiaro e coerente da indurre linee guida e rapporti di regioni diverse a prendere in considerazione, per alcuni pazienti, un collutorio di efficacia clinicamente dimostrata. Sebbene lo spazzolamento e la pulizia interdentale siano essenziali, il numero di pazienti affetti da malattie parodontali è in aumento e le evidenze sostengono l’impiego aggiuntivo di un collutorio di efficacia clinicamente dimostrata per contribuire al mantenimento della salute gengivale in pazienti selezionati.”
Dr.ssa Anna Molina, Vicepresidente, SEPA
“È insolito vedere organizzazioni che operano in sistemi sanitari e contesti professionali diversi esaminare separatamente le evidenze e giungere a conclusioni tanto simili. Un tale livello di convergenza dà ai clinici la sicurezza che le raccomandazioni si fondino su un corpus di evidenze solido e coerente.”
Dr. Simon Arnold, Medical Affairs Lead for EMEA, Kenvue
Per saperne di più
I professionisti del settore odontoiatrico possono approfondire le basi scientifiche e le indicazioni pratiche alla base di questi risultati su kenvuepro.com. Per leggere i rapporti integrali, consultare il rapporto Principles for Oral Health su principlesfororalhealth.com, oppure il white paper ADHA Redefining the Management and Prevention od Periodontal Disease su adha.org.
Riferimenti bibliografici
1. Hu M, Zhang R, Wang R, Wang Y, Guo J. Global, regional, and national burden of periodontal diseases from 1990 to 2021 and predictions to 2040: an analysis of the Global Burden of Disease Study 2021. Front Oral Health. 2025; 6: 1627746. doi:10.3389/froh.2025.1627746
2. American Dental Hygienists' Association. Redefining the Management and Prevention of Periodontal Disease: Practical Guidance for the Practicing Hygienist in Navigating Clinical Decision-Making and Patient Engagement [White Paper]. 2026. Disponibile all’indirizzo: https://www.adha.org/wp-content/uploads/2026/03/ADHA-White-Paper_Final_25Mar26.pdf. Consultato il 24 giugno 2026
3. SEPA. Principles for Oral Health Report. Sponsorizzato da LISTERINE®. 2025. Disponibile all’indirizzo: https://principlesfororalhealth.com/wp-content/uploads/2025/01/PRINCIPLES-CONSENSUS.v2.pdf. Consultato il 24 giugno 2026
4. Sanz M, Herrera D, Kebschull M, et al. Treatment of stage I–III periodontitis—The EFP S3 level clinical practice guideline. J Clin Periodontol. 2020; 47(Suppl 22): 4-60. doi:10.1111/jcpe.13290

