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Le proposte FNOMCeO per il futuro della sanità pubblica
primo piano su braccia incrociate di medici
La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) ha recentemente partecipato all’audizione sulla proposta di legge DDL 1825, che delega il Governo per la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e la revisione del modello organizzativo del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

La Federazione ha accolto positivamente alcuni aspetti del disegno di legge, ma ha anche evidenziato criticità e proposto miglioramenti per garantire l’universalità e l’equità del sistema sanitario.

 

L'importanza del SSN: universalità e equità al centro della riforma

La FNOMCeO ha sottolineato la centralità del SSN come pilastro della tutela del diritto alla salute, richiamando l’articolo 32 della Costituzione, che sancisce la salute come un diritto fondamentale per ogni cittadino. La Federazione ha evidenziato la necessità di preservare l'aspetto pubblico e universalistico del SSN, evitando frammentazioni che possano generare disuguaglianze nell'accesso alle cure. La proposta di riforma, pur mirando a migliorare l’integrazione tra ospedale e territorio, deve essere sviluppata in modo tale da non compromettere questi principi fondamentali.

 

Le criticità del DDL 1825: punti di riflessione

Tra gli aspetti positivi del DDL 1825, la FNOMCeO ha apprezzato l’obiettivo di rafforzare l’integrazione tra l’assistenza ospedaliera e territoriale. Tuttavia, la Federazione ha espresso preoccupazione per la mancanza di quantificazioni specifiche sugli obiettivi organizzativi e occupazionali, come il numero annuo di transizioni ospedale-territorio effettivamente programmato. In questo senso, FNOMCeO ha proposto l'integrazione della delega con la definizione di standard minimi nazionali per la dotazione territoriale delle professioni sanitarie, nonché percorsi formativi finanziati dal SSN per favorire la mobilità professionale.

 

La medicina generale al centro del modello sanitario

Un altro punto centrale della proposta riguarda la valorizzazione della medicina generale. La FNOMCeO sostiene che la medicina generale non debba essere considerata un livello esterno, ma una componente strutturale essenziale nelle reti assistenziali. È fondamentale che il medico di medicina generale assuma un ruolo strategico nella gestione delle cronicità, nella presa in carico del paziente e nella programmazione del percorso di cura. Per questo, la Federazione chiede l'aggiornamento del corso di formazione specifica per la medicina generale, proponendo di trasformarlo in una “formazione specialistica” per garantirne la qualità e l’attrattività della professione.

 

Le proposte per una sanità territoriale forte

La FNOMCeO ha ribadito l'importanza di rafforzare l’assistenza territoriale, in particolare per le aree disagiate, dove le difficoltà di accesso alle cure sono maggiori. La Federazione ha proposto l’introduzione di un fattore correttivo obbligatorio, destinando maggiori risorse e dotazioni standard per le aree con carenze strutturali. Solo con un adeguato investimento nelle aree più svantaggiate sarà possibile ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle prestazioni sanitarie.

 

Finanziamento e governance: la necessità di investire nella sanità pubblica

In tema di finanziamenti, la FNOMCeO ha sollevato preoccupazioni sulla clausola di invarianza finanziaria prevista dal DDL, che rischia di compromettere gli obiettivi di riforma. La Federazione ha proposto la creazione di un fondo speciale per la riorganizzazione del SSN e ha sottolineato l'importanza di un aumento delle risorse destinate alla sanità pubblica. Investire nel SSN, infatti, non significa solo garantire la salute dei cittadini, ma anche stimolare l'economia, l'occupazione e la ricerca.

 

Sanità integrativa: un supporto al sistema pubblico, non una concorrenza

La FNOMCeO ha espresso la necessità di un nuovo modello di sanità integrativa che non entri in concorrenza con il sistema pubblico, ma lo supporti, specialmente nelle aree più critiche come l’assistenza domiciliare, la cronicità, la non autosufficienza e la prevenzione. L’obiettivo è garantire l'accesso alle cure per tutti, senza che le prestazioni sanitarie essenziali vengano limitate da ragioni economiche. La sanità integrativa, quindi, deve rafforzare il SSN, contribuendo a ridurre le liste di attesa e migliorare l'accesso alle cure.

La FNOMCeO conclude il suo intervento esprimendo una valutazione favorevole sull'impianto generale del DDL 1825, pur riconoscendo la necessità di un approfondimento e di alcune modifiche significative. La Federazione ribadisce la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per costruire un SSN resiliente, sostenibile e capace di garantire universalità, equità e accesso alle cure per tutti. L'investimento nel personale sanitario e nella medicina territoriale rappresenta una priorità per garantire un sistema sanitario che risponda efficacemente ai bisogni dei cittadini.

 

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