Una nuova revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Clinical Oral Investigations ha analizzato l’efficacia dell’irrigazione sottogengivale con agenti chimici come trattamento aggiuntivo alla terapia parodontale non chirurgica (NSPT) nei pazienti affetti da parodontite. Lo studio, ha valutato se l’utilizzo di sostanze antimicrobiche durante la strumentazione sottogengivale possa offrire benefici clinici aggiuntivi rispetto alla sola terapia meccanica.
La terapia parodontale non chirurgica rappresenta ancora oggi il gold standard nel controllo dell’infiammazione e nella gestione della progressione della malattia parodontale. Tuttavia, in presenza di tasche profonde o siti persistenti, diversi protocolli clinici prevedono l’impiego di terapie aggiuntive mirate alla riduzione del biofilm subgengivale e della carica batterica residua
La revisione sistematica ha incluso 16 trial clinici randomizzati selezionati da database internazionali tra cui PubMed, Web of Science e LILACS. Gli studi analizzati hanno valutato differenti agenti chimici utilizzati per irrigazione sottogengivale, tra cui clorexidina, povidone-iodio, oli essenziali, acqua ozonizzata e acido borico.
Gli autori hanno preso in esame i principali parametri clinici parodontali, inclusi profondità di sondaggio (PPD), guadagno di attacco clinico (CAL) e sanguinamento al sondaggio (BOP). Secondo i risultati della meta-analisi, l’utilizzo aggiuntivo di agenti chimici tramite irrigazione sottogengivale non ha mostrato benefici clinicamente significativi rispetto alla sola NSPT nei parametri analizzati.
La revisione evidenzia inoltre che il livello generale delle evidenze disponibili è risultato da basso a molto basso. Molti studi inclusi presentavano infatti criticità metodologiche o rischio di bias, elemento che limita la possibilità di trarre conclusioni definitive sull’efficacia clinica dell’irrigazione sottogengivale chimica come approccio routinario nella terapia parodontale.
Dal punto di vista clinico, il lavoro assume particolare interesse per odontoiatri e igienisti dentali perché affronta una pratica frequentemente utilizzata nella gestione non chirurgica della parodontite. Gli autori sottolineano che gli agenti chimici continuano a essere impiegati come supporto terapeutico nonostante l’incertezza sulla reale entità del beneficio aggiuntivo ottenibile rispetto alla sola strumentazione meccanica.
La letteratura recente conferma infatti come il controllo meccanico del biofilm rimanga il principale elemento terapeutico nella gestione della malattia parodontale. Parallelamente, continua la ricerca su strategie aggiuntive locali, incluse terapie antimicrobiche, fotodinamiche e biomodulanti, con l’obiettivo di migliorare gli outcome clinici soprattutto nei siti refrattari o ad alto rischio di progressione.
Secondo gli autori della meta-analisi, saranno necessari ulteriori studi clinici randomizzati con protocolli standardizzati, follow-up più lunghi e maggiore qualità metodologica per chiarire il reale ruolo dell’irrigazione sottogengivale con agenti chimici nel trattamento non chirurgico della parodontite.
Fonte: Clinical Oral Investigations 2026
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