INFODENT_8-9_2026

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Il nuovo iperammortamento: guida rapida per gli studi odontoiatrici
salvadanaio con strumenti da studio dentistico e modellino di dente
Il ritorno dell'iperammortamento con la Legge di Bilancio 2026 segna una svolta decisiva per il settore odontoiatrico e odontotecnico, riavvolgendo il nastro a dieci anni fa, quando il superammortamento diede il via alla prima vera digitalizzazione degli studi e dei laboratori.

Oggi come allora, il binario tecnico su cui si muove questa agevolazione è la Circolare 48160 del 2019, il testo cardine che ha definito i confini della "Sanità 4.0". Anche se la misura è ufficialmente in vigore dal primo gennaio 2026, l'intero comparto attende ora il decreto interministeriale che delineerà gli ultimi dettagli attuativi per renderla pienamente operativa sul campo.

Tuttavia, rispetto al passato, Il legislatore ha introdotto uno sbarramento netto, decidendo che il nuovo iperammortamento non è per tutti, ma rappresenta un'esclusiva di chi opera in forma d'impresa. Questa limitazione esclude categoricamente i professionisti che esercitano l'attività nella forma del lavoro autonomo individuale o attraverso lo studio associato. Per accedere ai benefici diventa quindi indispensabile essere strutturati come società di capitali, come le Società a responsabilità limitata o le Società tra Professionisti in forma di S.r.l., oppure come società di persone, quali S.n.c. e S.a.s. 

Si tratta di una deroga esplicita al principio di parità che solitamente regola gli incentivi statali, una scelta che costringe il settore a una profonda riflessione sulla propria natura giuridica. 

A fare da ulteriore sbarramento ci sono poi i requisiti legati alla sicurezza sul lavoro e alla regolarità contributiva, con un DURC che gli esperti consigliano di mantenere impeccabile non solo al momento dell'acquisto, ma durante tutto il periodo di godimento del beneficio.

Sul piano pratico, l'agevolazione offre un vantaggio economico straordinario per chi deve rinnovare le proprie dotazioni tecnologiche, come scanner intraorali, fresatori, stampanti 3D o sistemi radiografici avanzati. Per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, la norma concede una maggiorazione del costo di acquisto pari al 180%. Questo significa che un macchinario acquistato per cinquantamila euro genererà un valore fiscale deducibile complessivo di centoquarantamila euro. 

La vera novità operativa riguarda le modalità di fruizione: l'iperammortamento non si traduce in un credito d'imposta da compensare mese dopo mese tramite il modello F24, ma agisce come una variazione in diminuzione direttamente nella dichiarazione dei redditi, riducendo alla radice l'imponibile IRES o IRPEF. Il risparmio fiscale si distribuisce così lungo gli anni di ammortamento del bene o, nel caso di locazione finanziaria, segue la durata delle quote capitale stabilita dal contratto a partire dal verbale di consegna.

La finestra temporale per cogliere questa opportunità è generosa ma rigida, poiché copre gli investimenti effettuati dal primo gennaio 2026 fino al 30 settembre 2028, senza alcuna possibilità di proroga per consegne ritardate. Per stabilire con esattezza la data dell'investimento fa fede il momento della consegna o della spedizione del bene in proprietà, oppure il verbale di consegna se si opta per il leasing finanziario. Resta protetto solo chi ha giocato d'anticipo alla fine dello scorso anno: gli ordini effettuati entro il 31 dicembre 2025, e blindati con il versamento di un acconto pari almeno al 20%, rimangono legati alle vecchie regole del credito d'imposta 4.0, a patto che l'investimento si concluda entro il 30 giugno 2026.

Questo orizzonte temporale così esteso rappresenta una preziosa occasione di pianificazione strategica per dentisti e odontotecnici. Chi oggi gestisce lo studio o il laboratorio con una partita IVA individuale o in forma associata ha il tempo necessario per valutare l'evoluzione verso una struttura societaria complessa, l'unica chiave per non perdere il treno dell'iperammortamento. Questo passaggio è oggi facilitato dalla neutralità fiscale introdotta dal recente articolo 177-bis del TUIR, che permette di conferire la propria attività all'interno di una S.r.l. o di una STP senza l'ansia di subire tassazioni immediate sul valore dello studio, aprendo così le porte ai massimi vantaggi della Sanità 4.0.

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