Il ritrovamento, pubblicato nella rivista Journal of Archaeological Science: Reports (2026), porta a interrogarsi sulle reali intenzioni di queste modifiche dentali: non più solo pratiche estetiche, ma un possibile intervento terapeutico?
Il molare, rinvenuto nella collezione osteologica del Museo Popol Vuh (Guatemala), mostra un intarsio verde perfettamente fissato sulla superficie masticatoria. A differenza degli interventi precedenti documentati sui denti anteriori, solitamente decorativi, questo si trova su un molare posteriore, difficile da vedere. Questo solleva un interrogativo fondamentale: perché i Maya investivano così tanto tempo e abilità in un intervento dentale che non avrebbe avuto funzione estetica?
Gli studiosi propongono due spiegazioni principali: l'intervento potrebbe essere stato terapeutico, pensato per trattare una carie o una lesione preesistente. L'analisi radiografica ha rivelato che la cavità in cui è stato inserito l'intarsio presenta segni di stress biologico, suggerendo che l’intervento sia stato eseguito durante la vita dell’individuo. D’altra parte, potrebbe trattarsi di una scelta personale o simbolica, un gesto rituale che non ha scopo terapeutico.
Questa scoperta segna un cambiamento importante nel nostro modo di concepire le pratiche odontoiatriche dei Maya, ampliando le possibilità e stimolando ulteriori ricerche. Si tratta del primo caso noto di otturazione in giadeite su un molare, una novità che potrebbe rivelare nuovi dettagli sulla cultura e sulle conoscenze odontoiatriche di una delle civiltà preispaniche più avanzate.
Se ulteriori scoperte confermeranno l'uso terapeutico degli intarsi, sarà un passo importante nella comprensione dell'evoluzione dell'odontoiatria antica. Nel frattempo, questa singolare scoperta rappresenta una straordinaria testimonianza della sapienza degli artigiani dentali maya.
PhotoCredits: Estuardo Mata Castillo

