Secondo una recente indagine della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), oltre un giovane su tre tra i 20 e i 30 anni presenta sanguinamento gengivale durante il lavaggio dei denti o il consumo di cibi, primo segnale di gengivite, fase iniziale e reversibile della malattia parodontale.
Il prof. Leonardo Trombelli, presidente SIdP e ordinario di Parodontologia all’Università di Ferrara, sottolinea la gravità dei dati: “Il fatto che il 36% dei ventenni riferisca sanguinamento gengivale dimostra che la gengivite è già molto diffusa tra i più giovani. Questo sintomo, se trascurato, può evolvere in parodontite e portare alla perdita dei denti”.
Oltre all’igiene orale insufficiente, gli esperti indicano come fattori di rischio lo stile di vita: dieta ricca di zuccheri e cibi ultraprocessati, sedentarietà, fumo e scarso esercizio fisico. Paradossalmente, nonostante la grande attenzione all’estetica del sorriso, molti giovani trascurano la sua salute reale, concentrandosi su trattamenti cosmetici piuttosto che sulla prevenzione della malattia parodontale.
L’indagine evidenzia anche differenze geografiche e sociali: al Centro e in parte al Sud Italia i sintomi infiammatori sono più frequenti rispetto al Nord, suggerendo differenze nell’accesso alle cure e nelle abitudini di igiene orale. Il titolo di studio appare correlato alla salute gengivale: la perdita di denti per mobilità riguarda il 25% di chi ha un titolo più basso, contro il 7% dei laureati. Inoltre, le donne mostrano maggiore attenzione ai segnali precoci, con tassi di mobilità dentale più bassi rispetto agli uomini.
Con l’avanzare dell’età, i sintomi possono diventare irreversibili: recessione gengivale, denti più lunghi, mobilità e perdita dentale sono segnali di danno strutturale che interessano fino al 32% degli over 60. “Nelle prime fasi prevalgono sintomi potenzialmente reversibili come il sanguinamento; se l’infiammazione non viene controllata, può evolvere in perdita permanente del supporto gengivale e dentale”, spiega Trombelli.
La SIdP ribadisce l’importanza di una corretta igiene orale quotidiana e di controlli regolari fin dalla giovane età. Intervenire precocemente non solo protegge denti e gengive, ma contribuisce al benessere generale, considerando che la malattia parodontale è collegata a patologie sistemiche come problemi cardiovascolari e diabete.
“Il sanguinamento gengivale non deve essere considerato normale – conclude Trombelli –. La prevenzione è la chiave per evitare che una semplice infiammazione si trasformi negli anni in una malattia cronica capace di compromettere in modo permanente la salute orale”.

