L'idea di fondo è chiara, almeno sulla carta: costruire un percorso didattico che metta insieme odontoiatri e odontotecnici, senza confondere i ruoli ma facendoli dialogare fin dalla formazione. Non è una novità assoluta, il tema della "squadra" tra clinico e laboratorio si sente ripetere da anni nei congressi di settore, ma è la prima volta che una federazione di categoria come Federodontotecnica lo trasforma in un progetto strutturato, con una guida scientifica precisa. A dirigere l'Academy sono due figure che nel settore pesano: il Prof. Loris Prosper, coordinatore scientifico clinico, e Lanfranco Santocchi, chiamato a guidare la parte culturale. La scelta di affiancare un clinico a un odontotecnico esperto non è casuale: è già di per sé un messaggio, un modo per dire che la formazione non deve più separare il camice dal banco da lavoro. Il punto più interessante dell'iniziativa è che non si parla solo di trasferire competenze tecniche — CAD-CAM, nuovi materiali, protocolli digitali — ma di passare anche l'etica professionale, il senso di responsabilità verso il paziente.
Il debutto ufficiale, come detto, si è tenuto a Termoli in una due giorni pensata come simposio ad alto profilo, con sessioni di approfondimento e tavoli di confronto tra esperti sulla formazione integrata. Un banco di prova utile per capire se il progetto riuscirà a diventare un appuntamento fisso o resterà un evento isolato.
Le informazioni su alcuni aspetti come: durata dei percorsi, costi di iscrizione, numero di posti disponibili, sede stabile o eventi itineranti, sono ancora generiche.
FederForma ha buone credenziali di partenza, nomi solidi, un tema sentito, un timing non casuale visto il momento delicato per la categoria odontotecnica, ma la partita si gioca adesso, sul programma reale che seguirà l'inaugurazione di Termoli.

