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Fascicolo sanitario elettronico: le ultime precisazioni del CAO Nazionale
mano di medico con ologramma dashboard
Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è un tema sempre più centrale nel panorama sanitario italiano, con il suo completamento previsto per il 2026.

Recentemente, alcune voci provenienti dai media e dalla stampa di settore medico e farmaceutico avevano sollevato il dubbio che anche gli studi odontoiatrici, tra i soggetti obbligati, dovessero contribuire all’alimentazione del FSE, in vista della scadenza del 31 marzo per l’attivazione dei passaggi finali. 

Tuttavia, il Presidente Nazionale della Commissione Albo Odontoiatri (CAO), Andrea Senna, ha fatto chiarezza sulla questione, ribadendo che gli odontoiatri non accreditati con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) non sono tenuti a inserire i dati dei pazienti nel Fascicolo.

La normativa nazionale non prevede un obbligo generalizzato per gli odontoiatri che operano esclusivamente in regime libero-professionale privatistico puro di alimentare il Fascicolo Sanitario Elettronico. Il Presidente Senna ha precisato che tale obbligo riguarda principalmente aziende sanitarie locali, strutture pubbliche del SSN, strutture private accreditate, strutture autorizzate e professionisti sanitari convenzionati con il SSN, in particolare quando operano in autonomia e nei limiti delle responsabilità assegnate.

 

La Posizione di CAO e FNOMCeO

La Commissione Albo Odontoiatri Nazionale (CAO), insieme alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), aveva già espresso un parere a favore di ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), chiarendo che l’obbligo di alimentazione del FSE non si estende agli odontoiatri che non hanno accreditamenti o convenzioni con il SSN.

 

Il futuro del fascicolo sanitario elettronico

Il FSE, previsto per una piena attivazione entro il 2026, si prefigge l’obiettivo di centralizzare e digitalizzare tutte le informazioni sanitarie dei cittadini, permettendo una gestione più efficiente e sicura delle cartelle cliniche. Il suo utilizzo sarà obbligatorio per tutti i soggetti che operano nel settore pubblico o che sono accreditati con il SSN. Nonostante la crescente digitalizzazione e l’imminente scadenza del 31 marzo, i dentisti che operano esclusivamente nel settore privato e non sono accreditati con il SSN non sono coinvolti in questo processo.

Questa precisazione è stata condivisa direttamente dal Presidente Andrea Senna attraverso un post su Facebook, dove ha sottolineato con chiarezza che, secondo la normativa attuale, gli odontoiatri che esercitano in regime privato puro non sono tenuti ad alimentare il FSE.

Il chiarimento del Presidente Andrea Senna rassicura i professionisti del settore odontoiatrico, indicando con precisione le categorie obbligate a inserire dati nel FSE. Gli odontoiatri che operano in regime libero-professionale privato non dovranno, quindi, preoccuparsi di questo obbligo, ma continueranno a concentrarsi sulla qualità delle cure e sulla salute orale dei loro pazienti. Sarà però importante seguire gli sviluppi della normativa nei prossimi anni per essere pronti a qualsiasi eventuale aggiornamento.

 

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