Nel messaggio Conci avrebbe fatto riferimento al provvedimento cautelare con cui il Tribunale civile di Roma ha sospeso provvisoriamente alcune decisioni del Collegio Nazionale dei Probiviri, definendo quanto accaduto una sconfitta e chiedendo un «passo indietro» a chi, a suo giudizio, avrebbe esposto l’Associazione a un conflitto evitabile.
Bondi respinge questa lettura e sottolinea che il provvedimento del giudice non rappresenta una decisione definitiva. Anche la pronuncia dei Probiviri di secondo grado, attualmente sospesa, dovrà essere confermata oppure annullata al termine del procedimento civile. In quella sede, precisa il presidente, ANDI potrà rappresentare le proprie ragioni e sostenere le determinazioni adottate dagli organi associativi competenti.
Secondo Bondi, contestare una decisione dei Probiviri è legittimo, mentre non lo è metterne in discussione il ruolo, la funzione e l’indipendenza.
Il presidente ricorda infatti che i componenti di questi organi vengono nominati mediante elezione diretta dall’Assemblea nazionale dei delegati e operano in autonomia rispetto all’Esecutivo.
Nella nota viene inoltre criticato il passaggio da un confronto tecnico sul rispetto delle regole associative a una richiesta di natura politica rivolta al presidente e all’Esecutivo nazionale, eletti nelle consultazioni dello scorso maggio. Bondi esprime quindi la propria contrarietà verso comunicati e messaggi che, a suo giudizio, attaccano gli organi dell’Associazione con finalità di propaganda interna.
L’invito conclusivo è a considerare terminata la fase elettorale e a riportare l’attenzione sui progetti e sulle attività rivolte agli associati. Per il presidente nazionale, difendere l’autonomia e l’autorevolezza del Collegio dei Probiviri significa tutelare gli stessi principi su cui si fonda ANDI e che ne regolano la vita associativa.
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