Un argomento centrale per la salute pubblica, che mette in luce l’interazione tra patologie orali e malattie sistemiche, in particolare il diabete, e la necessità di strategie preventive efficaci.
Negli ultimi 35 anni la diffusione delle malattie del cavo orale è cresciuta parallelamente all’aumento della popolazione mondiale, toccando numeri impressionanti. Secondo l’ultimo Global Burden of Disease Study (GBD 2021), circa 3,7 miliardi di persone – quasi la metà della popolazione globale – soffrono di problemi orali. Sebbene si registri un lieve miglioramento negli ultimi anni, la situazione resta preoccupante, soprattutto in Paesi come l’Italia, dove gli investimenti pubblici in odontoiatria sono ancora molto limitati.
Il Congresso ha evidenziato come, nonostante l’efficacia dimostrata della prevenzione dentale – ad esempio in Germania, dove ogni euro speso in prevenzione ha prodotto un risparmio di 76 euro in cure – nel nostro Paese il sistema sanitario pubblico dedichi solo 85 milioni di euro all’anno alle prestazioni odontoiatriche, costringendo molti cittadini a rivolgersi a cure private spesso onerose.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il legame tra parodontopatie e diabete mellito. Queste due condizioni si influenzano reciprocamente: il diabete aumenta il rischio di malattie gengivali, mentre una cattiva salute orale può aggravare il controllo glicemico. Entrambe sono prevenibili per circa il 90% dei casi, ma è necessario adottare strategie integrate e un’efficace campagna di prevenzione.
L’aumento costante del diabete – la cui prevalenza globale è passata dal 3,76% del 1990 al 7,58% stimato per il 2025 – è legato anche all’incremento dell’obesità e a una maggiore capacità diagnostica, rendendo ancora più urgente intervenire sulla prevenzione.
L’Associazione Italiana Odontoiatri ha ribadito la necessità di maggiori investimenti statali nella prevenzione orale e nel potenziamento delle risorse dedicate agli specialisti odontoiatri, sia nelle strutture pubbliche sia nel coinvolgimento dei professionisti privati, che rappresentano il 95% del settore. Solo così sarà possibile migliorare la salute orale dei cittadini, ridurre i costi delle cure e garantire un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale da reinvestire in assistenza avanzata.
In conclusione, il messaggio lanciato dal Congresso CDUO è chiaro: per spezzare il circolo vizioso tra parodontopatie e diabete, la prevenzione è la chiave di volta, e serve un impegno concreto delle istituzioni per trasformare questa consapevolezza in politiche sanitarie efficaci e sostenibili.


