Un gruppo di ricercatori coordinato dalla Sapienza Università di Roma, con il coinvolgimento dell’Università di Bologna, ha analizzato 30 denti appartenuti a 10 individui vissuti tra il VII e il VI secolo a.C. nel sito di Pontecagnano. Lo studio, pubblicato su PLOS One, offre nuove informazioni sulla crescita infantile, sugli eventi di stress fisiologico e sulle abitudini alimentari della comunità locale durante l’Età del Ferro.
“I denti sono archivi biologici eccezionali”, spiega Owen Alexander Higgins, tra gli autori della ricerca. La loro crescita quotidiana consente di registrare con precisione cronologica informazioni relative a salute, sviluppo e alimentazione.
Il contesto storico: il periodo Orientalizzante
Pontecagnano fu uno dei principali centri dell’Italia meridionale nel periodo Orientalizzante (720–580 a.C.), fase caratterizzata da espansione economica, intensificazione agricola e crescenti contatti con il mondo greco. In questo quadro di trasformazioni sociali e culturali, lo studio indaga come i cambiamenti nelle reti politiche e commerciali possano aver influenzato salute e stile di vita della popolazione, anche in relazione a nuove gerarchie sociali e a un possibile accesso diseguale alle risorse.
Le tecniche di analisi
I ricercatori hanno combinato due approcci: l’istomorfometria dentaria, che permette di ricostruire la cronologia di formazione del dente e di individuare eventi di stress fisiologico durante l’infanzia, e l’analisi dei micro-residui intrappolati nel tartaro, utile a identificare tracce della dieta e delle pratiche quotidiane in età adulta.
L’integrazione dei dati provenienti da più denti dello stesso individuo ha consentito di ricostruire con dettaglio i ritmi di crescita e gli episodi di stress nei primi anni di vita.

Dieta e alimenti fermentati
L’analisi del tartaro ha restituito tracce di cereali, legumi e fibre vegetali, coerenti con pratiche agricole già note nelle popolazioni italiche antiche. Alcuni granuli di amido presentavano segni di danneggiamento compatibili con processi di lavorazione come macinazione o cottura. La presenza di carie in parte del campione suggerisce un consumo regolare di carboidrati.
In tre individui sono state inoltre individuate numerose spore di saccaromiceti, lieviti associati ai processi di fermentazione. La loro abbondanza potrebbe indicare il consumo frequente di alimenti o bevande fermentate, come pane, vino e birra.
Salute e adattamento bioculturale
Secondo i ricercatori, i risultati devono essere letti alla luce delle trasformazioni socio-culturali del periodo Orientalizzante, quando l’intensificazione agricola e i contatti mediterranei contribuirono a modificare disponibilità di risorse e abitudini alimentari.
Lo studio, intitolato “Health and lifestyle in the Iron Age Italian community of Pontecagnano (Campania, Italy, 7th–6th century BCE)”, offre così un contributo alla comprensione delle strategie di adattamento bioculturale delle comunità dell’Italia preromana.
Fonte e foto: Unibo Magazine


