Questa professionista ha iniziato la sua carriera come infermiera di sala operatoria, specializzandosi nell'assistenza alle operazioni oculistiche, come la chirurgia della cataratta e la chirurgia refrattiva. Nel corso degli anni ha maturato esperienza in numerosi ospedali e cliniche, lavorando come infermiera autonoma in cliniche oftalmiche. La sua carriera clinica è stata affiancata da una carriera parallela come architetto d'interni, una passione che ha coltivato conseguendo nel 2012 il suo Bachelor in Design presso l'HKU.
Questa combinazione di esperienze professionali e accademiche le ha permesso di sviluppare un approccio unico che integra l’estetica con la funzionalità, soprattutto nel settore sanitario. Il suo obiettivo principale è quello di trasformare gli ambienti sanitari in luoghi più umani, creando un "clima piacevole" per gli utenti. Questo implica non solo l'adozione di tecnologie avanzate, ma anche l'attenzione ai fattori emotivi, che spesso vengono trascurati in ambienti ad alta tecnologia come quelli ospedalieri.
Un aspetto particolarmente innovativo del suo lavoro è la sua attenzione alla sostenibilità. Per esempio, ha creato opere d'arte visive partendo da rifiuti plastici provenienti dalle sale operatorie. Questo gesto non è solo un atto creativo, ma un modo per sensibilizzare i suoi colleghi e le cliniche con cui collabora sull'importanza di un uso più consapevole delle risorse, riducendo i rifiuti e dando nuova vita agli oggetti usa e getta. Per lei, anche gli articoli monouso, dopo l'uso, possono essere valorizzati, creando nuove opportunità per il design e l'arte.
Il suo spirito creativo e la sua passione per l'ambiente si riflettono nel suo progetto più recente: "Footprint in Phacoland". Questo progetto mira a sensibilizzare sulla quantità di materiali usa e getta che vengono impiegati inutilmente nelle cliniche, in particolare nel campo della chirurgia oculistica. Attraverso la creazione di sculture, collage fotografici e altre forme di arte, trasforma i rifiuti plastici in opere visive, sottolineando il messaggio che anche i materiali che sembrano essere privi di valore possono diventare simboli di cambiamento e riflessione per la sostenibilità.
Descritta dai colleghi come una designer con un forte carattere autonomo, questa professionista sa come integrare in modo armonioso i concetti di salute, ambiente e design. Il suo approccio innovativo non si limita alla chirurgia oculistica, ma abbraccia anche l'interior design, mettendo al centro dell'attenzione il benessere dei pazienti e l'efficienza degli spazi sanitari. Il suo lavoro è un esempio concreto di come il design possa essere utilizzato come strumento per migliorare l'ambiente sanitario, rendendolo non solo funzionale, ma anche più umano, sostenibile e consapevole.
In un mondo in cui l'innovazione tecnologica spesso prevale, questa professionista ci ricorda che anche la creatività e la sostenibilità hanno un ruolo fondamentale nel creare un ambiente di cura che risponda alle necessità emotive e psicologiche dei pazienti, oltre che fisiche. Con progetti come "Footprint in Phacoland", sta dimostrando che il cambiamento è possibile e che anche l'arte può essere un potente strumento per sensibilizzare e trasformare il nostro approccio verso un futuro più sostenibile nel settore sanitario.
Per scoprire di più sulle sue opere clicca qui.


