Anche il nervo e l'arteria palatina maggiore raggiungono i denti mascellari
denti mascellari
Per anni si è ritenuto che i denti mascellari ricevessero innervazione e apporto sanguigno esclusivamente dai nervi e dalle arterie alveolari superiori.

Ma una recente pubblicazione sul Journal of the American Dental Association propone un aggiornamento significativo: secondo lo studio anche il nervo e l’arteria palatina maggiore, insieme al nervo nasopalatino e all’arteria sfenopalatina, parteciperebbero direttamente all'innervazione e vascolarizzazione dei denti mascellari, attraversando piccoli forami nella superficie palatale dell’osso alveolare.

Lo studio si è basato su un’analisi multidisciplinare di 8 maxille cadaveriche, utilizzando:

  • iniezioni di acqua colorata e lattice per tracciare i percorsi neurovascolari;
  • micro-tomografia (µCT) con mezzo di contrasto;
  • dissezione anatomica dettagliata;
  • osservazione istologica con colorazioni specifiche.

I risultati sono stati sorprendenti: i piccoli forami lungo il solco del canale palatino e sul processo alveolare permettono effettivamente il passaggio di rami nervosi e arteriosi verso gli alveoli dentali. Questo significa che la via palatale non si limita ai tessuti molli, ma raggiunge il parodonto, l’osso alveolare e persino l’apice radicolare.

  1. Maggiore comprensione dell’anestesia palatale
    È noto che in alcuni casi i molari mascellari non rispondono completamente al blocco alveolare superiore, richiedendo infiltrazioni palatali supplementari. Lo studio fornisce una spiegazione anatomica a questo fenomeno: i rami del nervo palatino maggiore possono contribuire all’innervazione sensitiva, rendendo necessario un approccio più mirato.
     
  2. Vitalità dentale dopo osteotomia
    Dopo osteotomie di tipo Le Fort I, nonostante l’interruzione dei nervi alveolari superiori, molti denti restano vitali. Questo studio suggerisce che il motivo possa risiedere in un apporto alternativo tramite il canale palatino maggiore, che resta intatto durante l’intervento.
     
  3. Chiarezza sull’efficacia del blocco AMSA
    Le tecniche di blocco AMSA (anterior and middle superior alveolar), spesso considerate imprevedibili, trovano qui una spiegazione: il loro effetto positivo potrebbe derivare dall’anestesia indiretta dei rami del nervo palatino maggiore, più che dal blocco dei nervi alveolari.
    I risultati ottenuti rappresentano un importante aggiornamento delle conoscenze anatomiche:

Il nervo e l’arteria palatina maggiore, insieme al nasopalatino e alla sfenopalatina, contribuiscono all’innervazione e vascolarizzazione diretta dei denti mascellari tramite forami palatali.

Queste evidenze suggeriscono l’opportunità di:

  • rivedere le tecniche anestetiche utilizzate in endodonzia e chirurgia orale;
  • aggiornare i testi di anatomia dentale con queste nuove conoscenze;
  • migliorare la pianificazione chirurgica in interventi maxillo-facciali.

 

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