Se dovesse intraprendere oggi un percorso ortodontico per sé, quale approccio considerebbe più coerente con l'attuale evoluzione clinica e tecnologica del settore?
Se oggi dovessi diventare il mio paziente (e l'ho fatto!), sceglierei un approccio digitale, integrato e guidato da una pianificazione 3D. Non per moda, ma per coerenza clinica. Gli strumenti odierni infatti ci consentono di prevedere, simulare e controllare il movimento dentale con un livello di precisione impensabile fino a pochi anni fa. Gli allineatori, inseriti in un protocollo biomeccanico corretto, permettono di coniugare estetica, comfort e controllo.
In base alla sua esperienza, quali elementi distintivi degli allineatori trasparenti ritiene maggiormente rilevanti nel contesto dell'ortodonzia contemporanea?
Direi tre aspetti fondamentali: predicibilità, personalizzazione e comunicazione. La predicibilità deriva dalla possibilità di visualizzare in anticipo gli obiettivi e di programmare ogni fase del trattamento. La personalizzazione consente di adattare la biomeccanica al singolo paziente, evitando protocolli standardizzati. Infine, la comunicazione: mostrare al paziente il risultato atteso migliora l’adesione e la consapevolezza terapeutica. Oggi il paziente è parte attiva del percorso, non più semplice spettatore.
In che modo l'integrazione dei flussi digitali - dalla rilevazione delle impronte con scanner intraorale alla pianificazione virtuale - ha influenzato il suo approccio diagnostico e terapeutico?
Ha cambiato il mio modo di pensare al caso.
Lo scanner intraorale non è solo uno strumento di acquisizione, ma un mezzo diagnostico: consente analisi precise, valutazioni occlusali immediate e confronto nel tempo.
La pianificazione virtuale, invece, mi obbliga a ragionare prima di iniziare. Ogni movimento viene deciso, non improvvisato. Questo ha reso il mio approccio più strategico e meno reattivo. In pratica, meno “aggiustamenti in corsa” e più controllo sin dall’inizio.
Quali contributi ritiene che uno scanner intraorale di ultima generazione apporti alla qualità delle valutazioni cliniche e alla gestione complessiva dei casi ortodontici?
Accuratezza, velocità e ripetibilità delle acquisizioni. Ma il vero valore è nella gestione del dato: archiviazione
digitale, confronto tra diverse fasi, possibilità di condividere rapidamente informazioni con laboratorio o azienda.
Riduce errori legati alle impronte tradizionali, migliora l’esperienza del paziente e ottimizza i tempi clinici. In uno studio moderno, è diventato uno strumento centrale, non accessorio.
Quali considerazioni ritiene utili per un collega che sta valutando l'adozione di un approccio ortodontico digitale basato sugli allineatori?
Il digitale non è una scorciatoia. È un amplificatore: amplifica le competenze… ma anche le lacune.
Prima di adottare un sistema basato sugli allineatori è fondamentale avere solide basi di diagnosi e biomeccanica.
La tecnologia aiuta, ma non sostituisce il ragionamento clinico. Consiglierei formazione strutturata, confronto costante e un approccio graduale ai casi. Il digitale premia chi investe tempo nello studio e nella pianificazione.
Dr. Riccardo Capuozzo
Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II nel 2008. Specializzazione in Ortognatodonzia conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II nel 2014. Invisalign Provider dal 2012. Faculty Align dal 2020.


