L’UEMO esprime forte preoccupazione per riforme che possano compromettere i principi fondamentali della medicina di famiglia, riconosciuti e apprezzati in tutta Europa: la continuità delle cure, il rapporto di fiducia tra medico e paziente, l’autonomia professionale e la vicinanza dell’assistenza territoriale.
Secondo l’esperienza europea, i sistemi sanitari più efficaci e sostenibili sono quelli che investono in una solida medicina generale, radicata nelle comunità e basata su un rapporto stabile e duraturo tra cittadino e medico di famiglia. Questo modello è cruciale per garantire qualità dell’assistenza, prevenzione, gestione delle malattie croniche e appropriatezza degli interventi sanitari.
L’UEMO sottolinea che la trasformazione dei medici in dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale potrebbe:
- indebolire il rapporto personale e di fiducia tra medico e paziente;
- ridurre la continuità delle cure, fattore chiave per migliori risultati di salute;
- limitare l’autonomia organizzativa e professionale necessaria per rispondere alle esigenze locali;
- rendere la professione meno attrattiva per le nuove generazioni.
Un tale cambiamento potrebbe inoltre aumentare i costi di gestione del sistema sanitario, senza garantire un miglioramento dell’assistenza ai pazienti.
Per affrontare le sfide attuali carenza di medici, invecchiamento della popolazione, aumento delle patologie croniche e necessità di integrazione multiprofessionale, l’UEMO invita a rafforzare la medicina generale, valorizzandone il ruolo centrale e garantendo strumenti organizzativi, tecnologici e professionali adeguati, piuttosto che modificarne radicalmente la natura.
L’organizzazione europea sollecita le autorità italiane a promuovere un dialogo aperto e costruttivo con le organizzazioni che rappresentano i medici di medicina generale, per individuare soluzioni condivise che preservino i punti di forza del modello attuale e ne favoriscano l’evoluzione.
Infine viene ribadito il proprio sostegno ai medici di medicina generale italiani, riconoscendo il loro ruolo fondamentale come primo punto di contatto dei cittadini con il sistema sanitario, custodi della continuità assistenziale e garanti di un’assistenza personalizzata, accessibile e sostenibile.

