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Odontoiatria sociale, un piano da 50 euro l'anno per ampliare l'accesso alle cure
odontoiatria sociale
ANDI e Willis Italia lavorano a una soluzione assicurativa aperta a tutti. Obiettivo: contrastare la rinuncia alle cure odontoiatriche che interessa quattro italiani su dieci.

Quattro italiani su dieci non vanno dal dentista. La causa principale è economica: gran parte delle cure odontoiatriche non è coperta dal Servizio sanitario nazionale e le prestazioni disponibili variano sensibilmente da regione a regione. È da questa situazione che nasce il progetto promosso dall'Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) insieme al broker assicurativo Willis Italia, con l'obiettivo di rendere più accessibili le cure odontoiatriche. 

Secondo quanto riportato da Il Venerdì di Repubblica, il piano dovrebbe entrare in vigore nel 2027 e consentire l'adesione a una copertura sanitaria odontoiatrica con un costo annuo non superiore a 50 euro.

Il modello previsto è definito "a scalare": le prestazioni rimborsabili aumentano progressivamente negli anni, a condizione che il paziente effettui almeno una seduta annuale di prevenzione, come una visita di controllo o una seduta di igiene orale professionale. Carlo Ghirlanda, presidente di Fas Servizi, società collegata ad ANDI che opera nell'ambito dei servizi odontoiatrici, spiega che il meccanismo punta a premiare la continuità dei controlli e la prevenzione. Secondo Ghirlanda, il monitoraggio regolare della salute orale permette infatti di intercettare precocemente molte patologie, riducendo la necessità di trattamenti più lunghi e onerosi.

L'iniziativa sarebbe già stata avviata attraverso diverse casse sanitarie collettive e avrebbe raggiunto circa 300 mila adesioni. Un ulteriore elemento evidenziato nell'articolo riguarda la libertà di scelta del professionista: i pazienti potranno rivolgersi al dentista che preferiscono, senza vincoli legati a specifiche reti convenzionate. Il tema dell'accessibilità economica alle cure emerge anche dalle testimonianze raccolte da Cittadinanzattiva. Isabella Mori, responsabile dell'area Tutela dell'associazione, riferisce che numerosi cittadini dichiarano di aver rinunciato alle cure odontoiatriche dopo aver constatato l'assenza di rimborsi da parte del sistema sanitario. La difficoltà di sostenere i costi delle cure spinge inoltre una parte dei pazienti a rivolgersi all'estero, in particolare verso destinazioni che promuovono trattamenti odontoiatrici a prezzi molto inferiori rispetto a quelli praticati in Italia. Mori sottolinea tuttavia come i pazienti tendano spesso a sottovalutare la complessità dei percorsi terapeutici, che possono richiedere permanenze prolungate, ulteriori controlli e costi aggiuntivi per viaggio, vitto e alloggio. In questi casi, il vantaggio economico inizialmente percepito può ridursi significativamente.

Sul fenomeno interviene anche Carlo Ghirlanda, che segnala come alcuni pazienti si rivolgano successivamente a strutture italiane per correggere problematiche derivanti da trattamenti eseguiti in contesti low cost. Secondo quanto riportato nell'articolo, in alcuni casi vengono effettuati interventi particolarmente aggressivi che possono portare all'estrazione di elementi dentari che avrebbero potuto essere conservati.Per Isabella Mori, proprio queste criticità evidenziano la necessità di sviluppare un modello di "odontoiatria sociale", definita come un insieme di soluzioni capaci di garantire un accesso più equo alle cure odontoiatriche. L'obiettivo, conclude, è costruire risposte di sistema che permettano a tutti i cittadini di accedere alla prevenzione e alle terapie necessarie indipendentemente dalla propria condizione economica.

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