INFODENT_8-9_2026

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Microbioma orale e schizofrenia: il legame con i sintomi cognitivi
Primo piano del naso e bocca di una persona con vicino il pollice di una mano che regge un cervello fatto artificiale
Una scarsa diversità del microbioma orale potrebbe peggiorare i deficit cognitivi nella schizofrenia. Lo studio apre nuove prospettive sull’asse orale-cervello e sull’integrazione tra odontoiatria e psichiatria.

Tradizionalmente, la ricerca sul microbioma e la salute mentale si è concentrata sull’intestino, con numerose evidenze che collegano l’equilibrio dei batteri intestinali alle funzioni neurologiche e ai disturbi psichiatrici. Tuttavia, i risultati più recenti suggeriscono che anche i microrganismi che vivono nella bocca — la comunità batterica orale — possano avere un ruolo rilevante nel modulare la funzione cerebrale e, in particolare, i deficit cognitivi associati alla schizofrenia. 


Lo studio giapponese che cambia prospettiva

La ricerca è stata condotta da un team dell’Institute of Science Tokyo (Giappone) e pubblicata sulla rivista Schizophrenia Bulletin. Lo studio ha confrontato 68 individui con diagnosi di schizofrenia con 32 persone sane, analizzando campioni di saliva per determinare la composizione del microbioma orale attraverso il sequenziamento del gene 16S rRNA. I partecipanti sono stati anche sottoposti a test cognitivi, tra cui l’uso della Full Scale IQ (FSIQ), un indicatore globale della performance mentale. I risultati hanno mostrato una correlazione chiara e significativa: minore diversità batterica nella bocca coincideva con punteggi cognitivi più bassi nei partecipanti con schizofrenia. 


La teoria dell’“oral-brain axis”

Secondo i ricercatori, il microbioma orale potrebbe influenzare la funzione cerebrale attraverso diversi meccanismi biologici, tra cui:

  • Infiammazione sistemica causata da batteri patogeni o da una comunità microbica sbilanciata;
  • Alterazioni nelle funzioni microbiche essenziali, come metabolismo energetico e biosintesi di glicani, che possono interagire con processi fisiologici legati al cervello;
  • Interazioni immunitarie potenzialmente in grado di influenzare i percorsi di segnalazione neuronale e lo stato infiammatorio sistemico.


Questi concetti rientrano nel campo di studio emergente noto come “oral-brain axis” — un’area di ricerca che prende in considerazione comunicazioni bidirezionali tra il microbiota orale e il sistema nervoso centrale, analogamente all’asse più noto tra intestino e cervello. 


Non è ancora causa-effetto

È importante sottolineare che, al momento, non esiste una dimostrazione causale: lo studio è di tipo osservazionale e non può stabilire se un microbioma orale povero provochi direttamente il peggioramento cognitivo o se sia piuttosto una conseguenza di altri fattori associati alla schizofrenia, come scarsa igiene orale, farmaci o comportamenti di cura personale compromessi dalla patologia. Tuttavia, l’osservazione di un’associazione così significativa apre nuovi interrogativi e potenziali percorsi terapeutici da esplorare.


Potenziali implicazioni cliniche

Se i risultati venissero confermati da studi longitudinali e sperimentali, la valutazione e la modulazione del microbioma orale potrebbero diventare parte integrante di approcci integrati alla cura della schizofrenia, in particolare:

  • Interventi preventivi di igiene orale più rigorosi;
  • Uso di probiotici o prebiotici specifici per aumentare la diversità microbica;
  • Monitoraggio della salute orale come possibile indicatore predittivo di deterioramento cognitivo. 

Un invito all’integrazione multiprofessionale

Questa nuova prospettiva sottolinea l’importanza di integrare odontoiatria, psichiatria e microbiologia per comprendere meglio la complessità dei disturbi neuropsichiatrici. Considerare la bocca non soltanto come sede di malattie locali, ma come un ecosistema che può influenzare la salute generale, apre opportunità di prevenzione e trattamento innovative. Il collegamento tra microbioma orale e funzione cognitiva nella schizofrenia è un campo di ricerca affascinante e in rapido sviluppo. Sebbene la relazione osservata non provi causalità, i risultati suggeriscono che una bocca microbiologicamente equilibrata potrebbe non essere solo un indicatore di buona salute orale, ma anche di benessere cerebrale. Studi futuri saranno essenziali per verificare se intervenire sulla comunità microbica orale possa tradursi in benefici reali per la qualità di vita delle persone con schizofrenia.

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