L'esame sul paziente deve essere limitato a reali necessità diagnostiche ossee o dentali secondo il principio ALADAIP, ma la tecnologia consente anche la scansione indiretta di oggetti privi di metallo, come modelli in gesso o impronte, utilizzando campi visivi minimi di otto per cinque centimetri, voxel superiori a duecento micrometri e un voltaggio elevato per ridurre gli artefatti.
Nelle ricostruzioni totali, la CBCT non va eseguita al solo scopo di rilevare l'estetica del volto, ma funge da impalcatura rigida per allineare gli altri scanner di superficie, mentre l'uso di divaricatori labiali durante la tomografia permette di isolare i tessuti molli intraorali eliminando le interferenze di guance e labbra. La dose radiante e la qualità dell'immagine dipendono dalla calibrazione dei parametri, poiché l'impiego di campi visivi a forma triangolare convessa riduce la dose efficace fino al quindici per cento rispetto a quelli cilindrici, proteggendo strutture sensibili come il cristallino, e le proiezioni scout bidimensionali garantiscono il perfetto centraggio anatomico con un impatto radiante minimo.
La risoluzione spaziale è legata al voxel, che richiede dimensioni ridotte in endodonzia e parodontologia aumentando però i tempi di scansione e il dosaggio, mentre voxel più ampi bastano per la chirurgia o l'implantologia. Lo stitching, ovvero l'unione digitale di più volumi, aumenta la dose nelle aree di sovrapposizione ma attenua gli artefatti da beam hardening dei metalli, i quali possono essere ulteriormente contrastati impostando un voltaggio di almeno novanta kilovolt associato al minor amperaggio possibile.
I requisiti operativi variano tra le specialità odontoiatriche in base a precisi range di Dose-Area Product istituzionali. In protesi, implantologia e parodontologia il protocollo ottimale raccomanda campi piccolo-medi, voxel tra ottanta e duecento micrometri senza stitching e l'uso di algoritmi di riduzione del rumore e correzione del movimento, mentre i protocolli accettabili ammettono l'uso dello stitching e parametri energetici inferiori in posizione supina, con dosi radianti più elevate.
La chirurgia maxillo-facciale necessita di campi visivi grandi per comprendere le strutture scheletriche estese, accettando voxel fino a quattrocento micrometri, mentre l'ortodonzia e l'odontoiatria pediatrica impongono protocolli a basso dosaggio mantenendo la dose ottimale sotto i duecentonovanta milligray per centimetro quadrato. L'endodonzia esige la massima risoluzione focalizzata, impiegando esclusivamente campi piccoli e voxel finissimi fino a ottanta micrometri combinati con tutti gli algoritmi di correzione disponibili.
L'efficienza di questo flusso di lavoro è oggi potenziata dall'intelligenza artificiale, che esegue la segmentazione anatomica automatica e simultanea di denti, osso, seni mascellari e canali nervosi direttamente dai file DICOM, superando la soggettività dei vecchi metodi manuali. L'intelligenza artificiale accelera anche la fusione dei diversi set di dati, risultando fino a sedici volte più rapida dei metodi manuali e garantendo un allineamento corretto nel novantuno per cento dei casi complessi con forti artefatti metallici.
Nelle scansioni facciali, l'accuratezza dell'intelligenza artificiale è totale nei terzi superiore e medio, ma cala nel terzo inferiore a causa delle deformazioni dei tessuti causate dai supporti fisici della CBCT, richiedendo spesso correzioni manuali in attesa di una più ampia validazione di questi programmi come dispositivi medici legali. Le prospettive tecnologiche future includono lo sviluppo di software PMC evoluti per correggere i movimenti del paziente senza ripetere l'esame e l'introduzione dei sistemi dual-energy, che emettono due differenti livelli di energia radiante per distinguere tessuti con densità simili, migliorando il contrasto dei tessuti molli e abbattendo gli artefatti metallici.

