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Imaging dentale: le nuove raccomandazioni ADA
Imaging dentale
L’imaging dentale rappresenta da sempre uno strumento diagnostico fondamentale per l’odontoiatria moderna. Tuttavia, come per ogni tecnologia basata sull’utilizzo di radiazioni ionizzanti, il suo impiego deve essere guidato da criteri di appropriatezza clinica.

In questa direzione si collocano le nuove raccomandazioni dell’American Dental Association (ADA), pubblicate il 5 gennaio sul Journal of the American Dental Association (JADA) e sulla rivista Oral Surgery, Oral Medicine, Oral Pathology and Oral Radiology.

Si tratta delle prime linee guida ADA sulla selezione dei pazienti per gli esami radiografici dopo oltre dieci anni e delle prime a includere in modo sistematico sia la radiografia dentale bidimensionale sia la tomografia computerizzata a fascio conico (CBCT). Il messaggio centrale è chiaro: l’imaging dentale è più efficace quando viene utilizzato con moderazione e solo quando clinicamente necessario.

Le nuove raccomandazioni sottolineano l’importanza di un esame clinico approfondito come primo passo del percorso diagnostico. Le immagini radiografiche devono essere prescritte esclusivamente quando apportano un reale valore aggiunto alla diagnosi, alla pianificazione del trattamento o alla gestione clinica del paziente, tenendo conto della sua storia medica e odontoiatrica, delle radiografie pregresse e dei riscontri clinici attuali.

Come evidenziato da Erika Benavides, DDS, PhD, autrice principale del documento e docente presso l’Università del Michigan, il principio è analogo a quello adottato in medicina generale: non si prescrive un esame radiologico in assenza di una chiara indicazione clinica. Lo stesso approccio dovrebbe valere per le radiografie dentali.

Il documento aggiorna e amplia le raccomandazioni pubblicate nel 2012, affrontando in modo dettagliato diversi scenari clinici. Per la diagnosi della carie, ad esempio, vengono fornite indicazioni specifiche in base alla sede della lesione – superfici prossimali anteriori e posteriori, superfici occlusali, radicolari e lisce – e alle caratteristiche anatomiche del paziente. La scelta tra radiografie bitewing o periapicali deve essere guidata dal giudizio clinico, evitando automatismi.

Per quanto riguarda la malattia parodontale, le linee guida ribadiscono che la valutazione radiografica è essenziale per definire la diagnosi e lo stadio basale della patologia. Le evidenze attuali supportano l’utilizzo di una serie radiografica 2D completa del cavo orale, in associazione all’esame clinico, come gold standard. Al contrario, non emergono evidenze sufficienti a sostegno dell’uso routinario della CBCT nella gestione parodontale, fatta eccezione per la pianificazione di casi complessi.

Un ulteriore elemento di rilievo è l’organizzazione delle raccomandazioni in base a:

  • tipo di visita (prima visita o controllo),
  • età del paziente,
  • stadio di sviluppo dentale,
  • fattori di rischio per carie e parodontite.

Questo approccio consente una personalizzazione dell’imaging, evitando esposizioni non necessarie, in particolare nei pazienti pediatrici e nei giovani adulti, per i quali viene raccomandato l’uso di tecniche di riduzione della dose.

Le linee guida affrontano anche numerosi ambiti specialistici. In ortodonzia, viene raccomandato l’utilizzo della radiografia panoramica come esame iniziale per il monitoraggio dell’eruzione dentale e per la valutazione dell’allineamento radicolare durante il trattamento. In chirurgia orale e implantologia, la panoramica è indicata per una prima valutazione, mentre la CBCT trova indicazione nella pianificazione prechirurgica e nel posizionamento implantare, utilizzando sempre il campo visivo più ridotto possibile compatibilmente con le informazioni necessarie.

In endodonzia, le radiografie intraorali 2D restano la modalità di imaging primaria per la valutazione iniziale. La CBCT può essere presa in considerazione solo dopo un’attenta valutazione clinica e radiografica preliminare.

Questo documento rappresenta la seconda parte di un percorso avviato dall’ADA nel 2024, quando erano state pubblicate raccomandazioni specifiche su sicurezza delle radiazioni e aspetti normativi. In quell’occasione era stato stabilito l’abbandono della schermatura routinaria di tiroide e addome, in linea con le indicazioni dell’American Academy of Oral and Maxillofacial Radiology.

Pur ribadendo che le radiografie dentali sono sicure e comportano dosi di radiazioni molto basse, spesso inferiori all’esposizione naturale giornaliera, le nuove raccomandazioni richiamano con forza il principio ALARA (As Low As Reasonably Achievable). L’obiettivo è ridurre al minimo l’esposizione cumulativa nel corso della vita del paziente, senza compromettere la qualità della diagnosi.

Approvate anche dall’American Academy of Oral and Maxillofacial Radiology, le nuove raccomandazioni ADA offrono ai professionisti un quadro chiaro, aggiornato e basato sulle evidenze per l’uso appropriato dell’imaging dentale. Uno strumento utile non solo per migliorare la qualità delle cure, ma anche per dialogare in modo trasparente con i pazienti, rispondendo alle loro domande e rafforzando la fiducia nel percorso diagnostico-terapeutico.

 

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