Secondo una recente analisi che incrocia le stime nazionali sui flussi transfrontalieri con i dati demografici e i fattori socio-economici territoriali, si calcola che siano circa 19mila i cittadini del Sud Italia che ogni anno scelgono di varcare i confini per sottoporsi a cure odontoiatriche a basso costo. Di questi, ben 6mila sono pazienti campani.
Mentre nel Nord Italia il flusso appare leggermente meno accentuato e si orienta prevalentemente verso la Croazia, per il Mezzogiorno, con Campania e Puglia in prima linea, la meta d'elezione per i pacchetti "tutto compreso" è l'Albania. Questa tendenza, alimentata da preventivi apparentemente imbattibili e promesse di risoluzioni rapide, impone oggi una seria riflessione strategica e deontologica all'intera classe medica odontoiatrica.
A richiamare l'attenzione sull'urgenza di questo tema è il Dr. Claudio Gammella, Vice Presidente della Commissione Albo Odontoiatri di Napoli, formatore e autore di libri. “L'obiettivo - afferma Gammella - non è demonizzare il paziente che, spesso condizionato da reali difficoltà economiche familiari, cerca terapie più accessibili. Il punto focale risiede nell'impossibilità di ridurre l'odontoiatria a una mera competizione commerciale sul prezzo”.
L'odontoiatria è una branca complessa della medicina che si fonda su diagnosi accurate, impiego di materiali certificati, adozione di tecnologie avanzate, competenze specialistiche e sul rispetto rigoroso dei tempi biologici di guarigione, oltre che su un monitoraggio costante nel tempo.
Quando l'intera prestazione viene schiacciata sulla ricerca del costo più basso, il rischio concreto è che a pagare il prezzo più alto sia la qualità stessa della cura.
Davanti alla pressione del turismo low cost, la risposta dei professionisti italiani, e in particolare di quelli campani, non può e non deve identificarsi con una riduzione indiscriminata delle tariffe. Una simile rincorsa al ribasso genererebbe un impatto pesantemente negativo sulla qualità dei trattamenti, sulla sicurezza dei pazienti e sulla sostenibilità economica degli stessi studi odontoiatrici.
La reale contromisura a disposizione del professionista consiste nell'elevare la capacità di comunicare il valore intrinseco della cura, rendendo i piani terapeutici perfettamente trasparenti e accompagnando il paziente in un percorso di piena comprensione di ciò che si cela dietro la formulazione di un preventivo.
Il problema originario è dunque di natura culturale e comunicativa. Spesso il paziente, dinanzi a piani di cura complessi, si limita a confrontare cifre nude e crude poiché non possiede gli strumenti idonei per valutare le voci che compongono quel dato economico, quali la tracciabilità e la qualità dei materiali, le garanzie, i protocolli di follow-up, la gestione delle complicanze e la continuità assistenziale garantita dal rapporto diretto con il medico.
La percezione del paziente è oggi fortemente influenzata da una comunicazione social poco chiara, che riduce percorsi clinici articolati a rapidi filmati o a un semplice numero scritto in fondo a un foglio. Quando il paziente viene invece guidato a comprendere le ragioni biologiche di ogni singolo passaggio e il valore dei presidi utilizzati, il preventivo cessa di essere un fattore di tensione e si trasforma in una scelta consapevole.
Da questa necessità di ridefinire la relazione nel momento più delicato del rapporto medico-paziente nasce la riflessione di Gammella, volta a scardinare il paradigma secondo cui l'obiezione nasce dal prezzo in sé, evidenziando come essa sia quasi sempre il sintomo di una fiducia non ancora consolidata. Il paziente di oggi non è alla ricerca di un'imposizione autoritaria, ma esige autorevolezza, ascolto e chiarezza.
La sicurezza delle cure e il futuro dell'odontoiatria non si costruiscono abbassando il prezzo della prestazione, ma alzando il livello della fiducia e costruendo scelte informate e condivise.

