INFODENT_8-9_2026

È online la rivista digitale di Agosto-Settembre.

Il gestionale diventa piattaforma decisionale
Dr. Fabrizio Andolfi
Come i software stanno ridefinendo organizzazione, dati e strategie dello studio odontoiatrico digitale. Intervista al Dr. Fabrizio Andolfi, odontoiatra e Developer Manager di jErgoSoft.

Il software gestionale non è più soltanto uno strumento per amministrare appuntamenti, cartelle cliniche e fatturazione. La diffusione di scanner intraorali, sistemi CAD/CAM, imaging digitale, cloud e intelligenza artificiale lo sta trasformando nel punto di connessione dell'intero ecosistema tecnologico dello studio. Oggi il suo valore si misura nella capacità di integrare dati, automatizzare processi, supportare le decisioni e garantire sicurezza e continuità operativa. Ne parliamo con un Product Manager specializzato nello sviluppo di software gestionali per l'odontoiatria.

 

Molti studi utilizzano il gestionale come archivio evoluto. Qual è il passaggio necessario perché diventi uno strumento decisionale?

Il cambiamento è soprattutto culturale. Lo studio produce continuamente dati clinici, amministrativi e organizzativi che spesso rimangono separati. La tendenza purtroppo è di utilizzare il software in modo analogico, inserendo i dati non strutturati. Un gestionale evoluto deve metterli in relazione, trasformandoli in informazioni utili per decidere. Non si limita a registrare ciò che accade, ma aiuta a prevedere criticità, ottimizzare risorse e pianificare l'attività. Il vero valore non è conservare dati, ma renderli interpretabili.

 

Quanto conta oggi la capacità di dialogare con scanner intraorali, sistemi di imaging, CAD/CAM e laboratori?

È diventata una condizione indispensabile. Ogni trasferimento manuale di file comporta perdite di tempo e possibilità di errore. Quando immagini, modelli e documentazione confluiscono automaticamente nel gestionale, tutto il team lavora sulla stessa base informativa. Al tempo stesso cresce l'importanza degli ecosistemi aperti. Gli studi evolvono continuamente e devono poter integrare dispositivi di produttori diversi. La compatibilità con standard condivisi tutela gli investimenti e rende il software capace di accompagnare la crescita dello studio.

 

L'intelligenza artificiale viene spesso associata alla diagnosi. Dove vede le applicazioni più concrete nella gestione dello studio?

Probabilmente proprio nell'organizzazione. Molte attività amministrative sono ripetitive e richiedono tempo senza generare valore clinico. L'AI può classificare documenti, predisporre report, verificare la completezza delle cartelle o assistere nella comunicazione con il paziente. L'AI generativa potrà inoltre diventare un assistente operativo capace di recuperare rapidamente informazioni, sintetizzare documentazione e facilitare il lavoro del personale. Il suo ruolo sarà quello di supportare il professionista, non sostituirlo.

 

Quali indicatori dovrebbe monitorare uno studio oltre ai dati economici?

Il fatturato rappresenta soltanto il risultato finale. Molto più utili sono gli indicatori che descrivono il funzionamento dello studio: saturazione delle poltrone, tempi medi dei piani di trattamento, accettazione dei preventivi, puntualità, richiami e distribuzione del lavoro tra gli operatori. La business intelligence diventa realmente efficace quando permette di individuare tendenze e anomalie prima che producano conseguenze economiche.

 

Cloud o server locale: è ancora una scelta tecnologica?

Sempre meno. Oggi è soprattutto una decisione organizzativa. Il cloud offre maggiore flessibilità, aggiornamenti continui e accessibilità, ma richiede un'infrastruttura sicura e ben progettata. Le soluzioni locali possono ancora essere adeguate in contesti specifici. L'obiettivo non è scegliere una tecnologia, ma garantire affidabilità, continuità operativa e possibilità di crescita in entrambe le modalità: l’utente deve poter scegliere in base alle sue necessità; questa scelta non è sempre possibile in molti gestionali.

 

Cybersecurity, GDPR e NIS2 stanno cambiando il settore. Quali requisiti dovrebbe avere oggi un gestionale?

La sicurezza deve essere integrata nell'architettura del software. Servono autenticazione robusta, gestione dei permessi, tracciabilità delle operazioni, cifratura dei dati e backup affidabili. Parallelamente aumenta l'importanza della conformità normativa. Lo studio deve poter dimostrare come vengono trattati i dati e quali misure di protezione sono adottate. Per questo la maturità del fornitore nella gestione della sicurezza è diventata un criterio di scelta fondamentale.

 

La crescita delle organizzazioni multisede richiede software differenti rispetto al passato?

Assolutamente sì. Gestire più sedi significa condividere dati clinici e amministrativi mantenendo uniformità nei processi, ma anche poter analizzare separatamente le performance di ogni struttura. Il gestionale deve coordinare professionisti, agende, risorse e protocolli operativi, offrendo al management una visione complessiva senza perdere il controllo del dettaglio. In questo scenario assume un ruolo di governance e non più soltanto amministrativo.

 

Quali errori vengono commessi più spesso nella scelta o nella sostituzione di un gestionale?

Il più frequente è confrontare soltanto l'elenco delle funzioni disponibili. Contano molto di più usabilità, la semplicità e rapidità d’uso, l’integrazione con gli altri strumenti digitali, qualità dell'assistenza e capacità evolutiva della piattaforma. Un altro errore è sottovalutare la migrazione dei dati e la formazione del personale. Cambiare software significa ripensare i processi operativi, non semplicemente installare una nuova applicazione.

 

Come immagina il gestionale odontoiatrico dei prossimi cinque anni?

Diventerà una piattaforma intelligente capace di coordinare dati clinici, organizzazione e attività amministrative in tempo reale. L'interoperabilità sarà data per acquisita, mentre il vero elemento distintivo sarà la capacità di interpretare le informazioni e trasformarle in suggerimenti operativi. L'intelligenza artificiale aiuterà a prevedere criticità organizzative, ottimizzare la pianificazione e supportare le decisioni del management. Parallelamente cresceranno il peso della cybersecurity, della continuità operativa e della qualità dei dati. Il gestionale del futuro non sarà più semplicemente il luogo in cui archiviare informazioni, ma il sistema attraverso cui lo studio comprenderà il proprio funzionamento e guiderà le proprie scelte strategiche.


L'intervistato

Ritratto del Dr. Fabrizio Andolfi
Dr. Fabrizio Andolfi,

 jErgoSoft.

 Odontoiatra e Developer Manager di jErgoSoft, un'azienda produttrice di soluzioni software per il settore medicale.

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