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Disturbi del sonno: il ruolo del dentista secondo l'ADA
Disturbi del sonno: il ruolo del dentista secondo l'ADA
I disturbi del sonno, e in particolare l’apnea ostruttiva notturna, rappresentano una delle sfide sanitarie più rilevanti e sottodiagnosticate della medicina moderna. In questo contesto, l’odontoiatria può svolgere un ruolo sempre più significativo.

È quanto emerso con chiarezza dall’ADA Sleep and Airway-Focused Dentistry Summit, organizzato dall’American Dental Association e tenutosi il 3 dicembre a Chicago.

L’evento ha riunito oltre 40 professionisti provenienti da tutto il Paese, tra odontoiatri, medici specialisti del sonno, neurologi, ricercatori, consulenti e rappresentanti dell’industria, con l’obiettivo di rafforzare il contributo della professione odontoiatrica nella gestione dei disturbi del sonno e delle vie respiratorie.

Secondo i dati dell’American Medical Association, circa 30 milioni di persone negli Stati Uniti soffrono di apnea notturna, ma solo una minoranza riceve una diagnosi formale. Questa discrepanza evidenzia la necessità di un approccio più strutturato e multidisciplinare, capace di superare ostacoli come la scarsa consapevolezza pubblica, la frammentazione dei percorsi di cura e le difficoltà di accesso ai trattamenti.

Molti pazienti, inoltre, non sono a conoscenza di opzioni terapeutiche alternative alla CPAP o alla chirurgia, tra cui la terapia con apparecchi orali, che può rappresentare una soluzione efficace per numerosi casi selezionati.

Nel corso del summit è stato più volte ribadito che la gestione delle vie aeree e dei disturbi del sonno richiede un lavoro di squadra, con il paziente al centro. Il presidente dell’ADA, Richard Rosato, DMD, ha sottolineato come questo ambito rappresenti un’area in cui la professione odontoiatrica può esprimere appieno le proprie competenze cliniche, integrandosi con la medicina del sonno.

Anche David Schwartz, DDS, ex presidente dell’American Academy of Dental Sleep Medicine, ha evidenziato come la mancanza di collaborazione tra professionisti sanitari rischi di compromettere l’efficacia delle cure: senza un approccio condiviso, il problema dei disturbi del sonno rimane irrisolto.

Uno dei temi più ricorrenti durante le sessioni di panel e i momenti di confronto è stato quello della formazione, sia per gli operatori sanitari sia per il pubblico. È emersa la necessità di aumentare la consapevolezza sul fatto che l’odontoiatria può contribuire in modo concreto alla diagnosi e al trattamento dei disturbi del sonno, in particolare attraverso l’utilizzo di dispositivi orali.

Come ha sottolineato Payam Attai, DMD, membro ADA e co-organizzatore del summit, la salute del sonno è una componente essenziale della salute sistemica. Portare questo tema al centro del dialogo clinico e dell’educazione del paziente rappresenta un passaggio chiave per migliorare gli esiti terapeutici.

Un altro nodo critico riguarda la collaborazione tra medici e odontoiatri, che oggi operano spesso su percorsi paralleli. Questa separazione rende complessi i sistemi di invio, limita il coordinamento delle terapie e genera frustrazione nei pazienti, costretti a muoversi tra due ambiti sanitari distinti.

A ciò si aggiungono le difficoltà legate ai sistemi assicurativi. Durante un panel dedicato ai pagatori, sono emerse criticità relative alle credenziali, alla copertura disomogenea e ai disincentivi economici che ostacolano l’adozione di terapie combinate. Queste problematiche colpiscono in modo particolare le popolazioni sottodiagnosticate, come pazienti a basso reddito, donne e gruppi eterogenei.

Nella fase conclusiva del summit, i partecipanti hanno lavorato in gruppi per delineare le prossime azioni strategiche. Tra le priorità emerse figurano:

  • la definizione chiara del ruolo del dentista nella salute delle vie aeree,
  • il rafforzamento della comunicazione tra odontoiatria e medicina,
  • una maggiore interoperabilità tra i sistemi informatici sanitari,
  • lo sviluppo di modelli di rimborso più coerenti con i criteri medici,
  • iniziative di advocacy congiunte a tutela di un’assistenza realmente centrata sul paziente.

Come ha evidenziato il neurologo del sonno Jerald Simmons, MD, il crescente interesse dell’odontoiatria per la medicina del sonno rappresenta un segnale positivo e un’opportunità concreta per migliorare la gestione dell’apnea notturna attraverso un approccio collaborativo.

Il Summit dell’ADA dedicato al sonno e alle vie aeree conferma che l’odontoiatria è chiamata a giocare un ruolo sempre più attivo in un ambito ad alto impatto sulla salute generale. Formazione, integrazione interdisciplinare e modelli organizzativi adeguati saranno elementi chiave per trasformare questa opportunità in pratica clinica consolidata, a beneficio dei pazienti e del sistema sanitario nel suo complesso.

 

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