INFODENT_8-9_2026

È online la rivista digitale di Agosto-Settembre.

Chirurgia odontoiatrica digitale e recupero sportivo
sportivo in visita da odontoiatra
Tecniche mininvasive, pianificazione computerizzata e biomateriali avanzati riducono i tempi di guarigione e rendono la salute orale un fattore strategico per la performance atletica.

Nel contesto della medicina sportiva contemporanea, la gestione della salute oro-dentale assume un ruolo sempre più centrale nel percorso di recupero funzionale dell’atleta. Traumi e patologie del cavo orale, se non affrontati con protocolli mirati, possono incidere sull’equilibrio posturale e sulla reattività neuromuscolare, con effetti che superano la dimensione strettamente odontoiatrica.

Le tecniche chirurgiche mininvasive, supportate da strumenti digitali avanzati, stanno ridefinendo l’approccio clinico nei confronti dello sportivo, riducendo l’impatto biologico dell’intervento e i tempi di stop.

 

Gnatologia e postura: l’approccio integrato

Alla base di questo modello vi è la relazione tra articolazione temporo-mandibolare e assetto posturale. Secondo il professor Stefano Scavia, esperto in chirurgia rigenerativa e direttore sanitario di Odontoaesthetics, uno squilibrio gnatologico può generare compensazioni muscolari negative, aumentando il rischio di problematiche cervicali o lombari.

In quest’ottica, l’intervento odontoiatrico non rappresenta solo una soluzione locale, ma una componente della gestione del rischio biologico dell’atleta. L’impiego di TAC 3D e software di pianificazione consente di programmare interventi estremamente precisi, con una riduzione significativa delle complicanze post-operatorie.

 

Tecnologie mininvasive e acceleratori biologici

L’utilizzo di tecnologie ultrasoniche come la Piezosurgery e di strumenti a controllo magnetico per la preparazione dei siti implantari permette di operare preservando la struttura ossea originaria. A supporto della guarigione vengono impiegati acceleratori biologici, tra cui acido ialuronico ad elevata purezza, con l’obiettivo di favorire una rigenerazione cellulare più rapida.

Secondo quanto riportato, l’impiego di bio-stimolatori cellulari contribuisce a creare un ambiente chirurgico protetto, orientato alla spinta rigenerativa naturale piuttosto che alla gestione del trauma operatorio.

 

Riduzione dei tempi di recupero

Il protocollo descritto consente una significativa riduzione dei tempi di guarigione e un ritorno più rapido all’attività sportiva, con un disagio post-operatorio contenuto e una minima presenza di dolore ed edema. La scelta di materiali biocompatibili avanzati, come zirconia e disilicato di litio, garantisce resistenza meccanica e stabilità nel tempo, elementi particolarmente rilevanti per pazienti sottoposti a carichi fisici costanti.

Le innovazioni descritte vengono presentate come un traguardo clinico oggi accessibile a una platea più ampia rispetto al passato, quando tali soluzioni erano riservate prevalentemente al professionismo sportivo.

 

Fonte: Il Messaggero

Immagine generata con l’AI

 

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