Nel suo intervento rivolto alle colleghe e ai colleghi, Bondi ha espresso il profondo orgoglio e il senso di responsabilità con cui accoglie il nuovo incarico. Un passaggio che arriva in un momento particolarmente delicato per la categoria, chiamata a confrontarsi con trasformazioni significative: dall’evoluzione tecnologica ai cambiamenti del mercato, fino al crescente peso degli adempimenti burocratici che incidono quotidianamente sull’attività degli studi odontoiatrici.
Uno dei punti centrali del messaggio riguarda la chiusura del contenzioso elettorale, definita come una pagina complessa da archiviare definitivamente. Secondo Bondi, è arrivato il momento di lasciarsi alle spalle tensioni e contrapposizioni, per guardare avanti con senso istituzionale e responsabilità associativa. La democrazia interna, sottolinea, ha espresso il proprio verdetto; ora la priorità deve tornare a essere il bene dell’Associazione e della categoria che essa rappresenta.
Il programma della nuova guida ANDI si fonda su tre pilastri: continuità, innovazione e ascolto. Tre parole chiave che delineano una linea d’azione orientata alla tutela del lavoro degli odontoiatri, alla valorizzazione della dignità professionale e alla promozione dell’appropriatezza delle cure per i pazienti.
Particolare attenzione sarà riservata anche ai giovani professionisti, che si affacciano a un mercato del lavoro sempre più articolato e competitivo, e ai titolari di studio, chiamati ad affrontare i mutamenti del sistema sanitario e organizzativo. In questo scenario, ANDI intende confermare il proprio ruolo di riferimento scientifico, culturale e sindacale per l’intera categoria, mantenendo una presenza capillare su tutto il territorio nazionale.
Il richiamo più forte di Bondi è però quello all’unità. “Serve un’ANDI unita, compatta e coesa” è il passaggio che sintetizza il senso del suo appello. Una rappresentanza efficace verso l’esterno, infatti, non può prescindere da una solida coesione interna. Superare le logiche di fazione e rafforzare la solidarietà associativa diventano, in questa prospettiva, condizioni essenziali per affrontare le sfide che attendono la professione.
L’invito finale è rivolto alla partecipazione attiva di tutti gli iscritti. Bondi richiama ciascun professionista a contribuire alla vita associativa, facendo sentire la propria voce nei canali istituzionali e contribuendo alla costruzione di una visione condivisa. Solo attraverso un impegno comune, conclude, sarà possibile trasformare le difficoltà del presente in nuove opportunità di sviluppo per l’odontoiatria italiana.
Con questo messaggio, la nuova presidenza ANDI si apre dunque nel segno della responsabilità, della ricomposizione interna e della volontà di rafforzare il ruolo dell’Associazione come interlocutore centrale per il futuro della professione odontoiatrica.

