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Nel 2026 Curasept celebra 25 anni di attività e apre un anno dedicato alla diffusione della cultura della cura e della prevenzione: un percorso costruito per aumentare la consapevo

Nel 2026 Curasept celebra 25 anni di attività e apre un anno dedicato alla diffusione della cultura della cura e della prevenzione: un percorso costruito per aumentare la consapevolezza di quanto la salute orale sia strettamente legata al benessere generale
e alle relazioni.

Dal 2001 l’azienda italiana, leader nell’oral care nel canale farmacia, investe costantemente in Ricerca & Sviluppo per offrire soluzioni efficaci, affidabili e innovative per ogni età ed esigenza, lavorando sempre al fianco dei professionisti per portare avanguardia nel settore della cura orale.

Il 2026 sarà l’occasione per valorizzare questo impegno attraverso iniziative mirate e contenuti ad alto valore informativo, con l’obiettivo di fare luce sulla centralità della cura dal punto di vista sociale – in Italia oltre 23 milioni di persone soffrono di problematiche orali come carie, gengiviti o parodontiti – attraverso azioni concrete rivolte al pubblico e appuntamenti orientati alla valorizzazione di temi di impatto sociale e sanitario.

Logo per i 25 anni di Curasept

Tutte le iniziative saranno contrassegnate da un logo nuovo e studiato appositamente per l’anniversario, basato sull’iconica C che in questo caso non rappresenta solo Curasept, ma anche 5 concetti chiave che caratterizzano l’azienda:

  1. Competenza, caratteristica che contraddistingue il modello scientifico perseguito.
  2. Crescita, intesa come spirito di rinnovamento.
  3. Contributo, ovvero l’impatto positivo che l’azienda si propone di avere sulla salute delle persone.
  4. Centro, dove viene collocato il paziente con le sue necessità di cura.
  5. Comunità, costituita dalla rete di professionisti, stakeholder e persone unite dagli stessi valori e dalla stessa visione imprenditoriale.

“Siamo orgogliosi del traguardo raggiunto e dell’anno che ci attende. Abbiamo scelto di dedicare l’anniversario alla Cura, principio ispiratore di ogni aspetto della nostra strategia, dal design fino all’attuazione. Interpreta al meglio il concetto di impatto positivo che ambiamo a raggiungere. La bocca è un organo primario per la salute generale e per il benessere psicologico: prendersene cura significa migliorare la qualità della vita e delle relazioni. È ciò che guida Curasept e quindi tutti noi fin dal primo giorno” commenta Giulia Giovannardi, Chief Development Officer di Curasept SpA.

 

medico esegue test salivare

L’85% degli igienisti dentali dichiara di incontrare pazienti con sintomi di bocca secca, di cui un terzo in forma grave. Tuttavia, solo un paziente su tre riferis

L’85% degli igienisti dentali dichiara di incontrare pazienti con sintomi di bocca secca, di cui un terzo in forma grave. Tuttavia, solo un paziente su tre riferisce spontaneamente il problema, spesso percepito come un semplice fastidio da compensare bevendo di più. Questo dato sottolinea l’importanza di una maggiore informazione e sensibilizzazione rivolta ai pazienti, che tendono a sottovalutare i rischi di questa condizione.

 

Consapevolezza professionale e necessità informative

Nonostante la rilevanza clinica della xerostomia, solo il 3% degli igienisti dentali ritiene adeguate le risorse informative attualmente disponibili. Il 28% degli intervistati si dichiara poco o per nulla informato sul tema, mentre il 25% non distingue chiaramente tra xerostomia, iposcialia e asialia. Gli igienisti riconoscono che un’informazione più efficace potrebbe migliorare la qualità di vita dei pazienti e prevenire danni al cavo orale.

 

Diagnosi e approcci terapeutici

Più della metà dei professionisti utilizza l’osservazione clinica per la diagnosi, valutando aspetti come l’aspetto della mucosa e la viscosità della saliva, mentre solo il 6% adotta test specifici per il flusso salivare. Per il trattamento, il 65% consiglia prodotti specifici come collutori, gel o spray a tutti i pazienti con xerostomia, indipendentemente dalla gravità del disturbo, mentre il 16% li prescrive solo nei casi più gravi.

 

Marta Giovannardi

 

Cause principali e prodotti specifici

La xerostomia è spesso legata all’età avanzata e all’assunzione di farmaci che riducono la secrezione salivare, tra cui antinfiammatori, antistaminici, ansiolitici, antidepressivi e molti altri. Per contrastare i sintomi, Curasept propone la linea Drymouth, che include collutori, spray, gel, compresse e dentifricio, formulati con un mix di sostanze idratanti e agenti antiplacca per proteggere e idratare il cavo orale. “L’uso di prodotti specifici per chi soffre di bocca secca è fondamentale non solo per offrire sollievo dal disturbo, ma anche per ridurre il rischio di carie e contrastare la demineralizzazione”, sottolinea Marta Giovannardi, Clinical Affairs and Quality Manager di Curasept.

 


 

Curasept Spa

Curasept Spa è un’azienda italiana interamente focalizzata sulla Salute Orale, ambito in cui è leader di mercato grazie all’impegno ultraventennale nella ricerca & sviluppo volto a creare soluzioni funzionali, affidabili e innovative per l’igiene orale sia chimica che meccanica. Curasept Spa lavora al fianco dei Dentisti, Igienisti e Farmacisti nella diffusione di tecniche e strumenti innovativi e, nel contempo, accompagna pazienti e consumatori con un’ampia proposta di soluzioni per la prevenzione e la cura dentale adatte ad ogni tipo di esigenza.

 

Dentista con paziente sorridente

Non solo figure tecniche ma sempre di più punti riferimento per stili di vita corretti sul fronte della prevenzione: oggi odontoiatri e igienisti dentali rappresentano un presidio fondamentale per

Non solo figure tecniche ma sempre di più punti riferimento per stili di vita corretti sul fronte della prevenzione: oggi odontoiatri e igienisti dentali rappresentano un presidio fondamentale per la salute orale e, dunque, per il benessere generale. A rivelarlo è il recente sondaggio d’opinione sulla popolazione nazionale condotto da YouGov per conto di Curasept, azienda italiana leader nella salute orale nelle farmacie, che ha messo in luce come il 78% delle persone si informi e prenda ispirazione da dentisti e igienisti dentali in tema di cura della bocca: un risultato che testimonia l’alta fiducia riposta nelle figure professionali. Al contrario, si nota una certa resistenza dell’argomento a farsi strada al di fuori dello studio dentistico, dato che soltanto il 15% dei rispondenti ne parla con amici o parenti, e solo il 4% si fa ispirare da influencer e social network. 

A conferma del ruolo di guida del professionista, lo studio evidenzia come sia il consiglio del dentista o dell’igienista, ma anche del farmacista, a guidare l’acquisto dei prodotti per la routine quotidiana di igiene orale: il 40% si affida al loro parere per la scelta dello spazzolino e il 38% per la scelta del dentifricio. 

Il consiglio del professionista emerge come un punto di riferimento per il paziente, non solo per la scelta dei trattamenti da effettuare nello studio odontoiatrico, ma anche per consigli e buone pratiche che supportino la prevenzione orale, oltre che per la selezione dei prodotti da utilizzare. “Riteniamo che questo ruolo fondamentale di guida sia di grande valore e un riconoscimento per tutti i professionisti della salute orale” commenta Marta Giovannardi, Biostatistician and Quality Assurance Specialist di Curasept. “È un ruolo di enorme importanza non solo per la cura delle patologie, ma nella divulgazione e nella di creazione di maggiore consapevolezza verso i concetti chiave della prevenzione e delle buone pratiche per la cura della bocca: sono proprio dentisti ed igienisti che hanno la possibilità di creare cambiamento, portando l’attenzione delle persone sulla cura della salute orale come veicolo anche per il benessere generale”. Un vero e proprio appello ai professionisti a valorizzare la relazione con il paziente guidandolo verso una maggiore consapevolezza. La ricerca mostra, infatti, una sostanziale inconsapevolezza sul legame tra salute orale e salute generale: quasi la metà degli italiani (49%) non sa, o non riconosce, che i batteri del cavo orale possono diffondersi nel resto del corpo, alimentando così altre patologie organiche.  “Come azienda siamo impegnati nella divulgazione per sostenere ilcambiamento culturale e siamo al fianco del professionisti anche in questo ruolo educativo che riteniamo primario”.  

 

Comunicazione medico-paziente: la prospettiva del paziente – le frasi che fanno paura (e quelle che rassicurano)

Un aspetto di grande rilevanza è l’esperienza del paziente in studio, dove la dimensione relazionale diventa centrale. Non di rado sottovalutata, la comunicazione tra professionista e paziente è però determinante per favorire le pratiche di prevenzione, l’adesione alle terapie, ma anche per ridurre lo stato d’ansia del paziente durante la visita.

Nella costruzione di un rapporto di fiducia la scelta delle parole, il tono e l’empatia possono fare la differenza nel percorso di cura. Secondo la ricerca, le frasi che trasmettono maggiore tranquillità ai pazienti durante un trattamento sono quelle che esprimono positività, esperienza, cura, ascolto e interesse a terminare in breve tempo: la frase più rassicurante, per il 67% dei rispondenti, è “Stai andando benissimo, ancora pochi minuti e abbiamo finito”, seguita da “Se senti dolore, alza la mano”, rassicurante per il 52% dei rispondenti, mentre per il 45% risultano rassicuranti anche le frasi “È una procedura di routine, la faccio tutti i giorni” e “Non preoccuparti, sentirai solo un pizzicotto (con riferimento all’anestesia)”. 

Al contrario, le frasi che generano più ansia risultano essere quelle che cercano di minimizzare il dolore, come “Non fare caso all’ago, ci metto un attimo”, frase ritenuta ansiogena per il 35% delle persone, ma in particolare quelle che richiedono al paziente di resistere o di non muoversi, come nel caso di “Darà un po’ fastidio, ma resisti”, commento ritenuto non rassicurante per il 39% dei rispondenti e “Mi raccomando, cerca di non muoverti, altrimenti dobbiamo rifarlo”, ansiogena per il 43% delle persone. 

 

La prima visita dal dentista: un ricordo che non si dimentica! 

Proprio in tema di esperienza dello studio dentistico, il sondaggio ha chiesto agli italiani quale fosse il ricordo e l’età indicativa della loro prima visita. La maggior parte dei partecipanti (32%) dichiara di essere stato per la prima volta dal dentista fra i 7 e gli 11 anni, mentre il 28% avrebbe affrontato la prima visita entro i 6 anni d’età, percentuale che si alza fino al 41% se si considerano le sole risposte della GenZ. Al contrario, solo il 17% fra i più senior (Baby Boomer e Silent Generation) sarebbe andato dal dentista entro i 6 anni, segnale che negli anni ha iniziato a diffondersi una maggiore sensibilità sulla salute della bocca, correlata alla necessità di portare i più piccoli da dentista in età prescolare. 

Il ricordo della prima visita dal dentista, pare, non si scorda mai. E cambia in modo significativo con la generazione di appartenenza. In linea con l’avanzare delle tecnologie mediche, dei metodi diagnostici e anche delle capacità comunicative dello staff, le generazioni più giovani, come la GenZ, conserva ricordi positivi: l’11% li valuta molto positivi e il 41% abbastanza positivi

Percentuali che si abbassano notevolmente fra i più senior, come Baby Boomer e Silent Generation: solo il 5% di loro conserva un ricordo molto positivo delle prime visite dal dentista, e il 20% ne ha un ricordo abbastanza positivo. I più senior risultano essere anche coloro che hanno vissuto le peggiori prime esperienze dal dentista: il 16% di loro dichiara di avere ricordi molto negativi, percentuale che si dimezza nelle opinioni dei GenZ.

 


 

Il sondaggio “Abitudini e curiosità riguardo la cura dell’igiene orale degli italiani” è stato realizzato da YouGov per conto di Curasept nel mese di aprile 2025 su un campione di 1.017 partecipanti rappresentativi della popolazione italiana adulta (18+).