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L’importanza della superficie implantare

L’importanza della superficie implantare

Intervista al Dr. Ugo Gambardella

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1979, specializzato in Fisiopatologia Respiratoria e in Odontostomatologia, consegue un master in Parodontologia nel 1991 presso l'Università di Aarhus in Danimarca. 

Oggi parliamo con il Dott. Ugo Gambardella: docente presso il Master di Implantologia Osteointegrata presso l’Università di Padova dal 2007 al 2014, il Dott. Gambardella si dedica all’implantologia fin dal 1987, trattando questo tema in diversi congressi nazionali e internazionali.

 

Dott. Gambardella: nel corso della sua esperienza in ambito implantare avrà avuto modo di utilizzare diversi tipi di impianti con diverse superfici. Che importanza riveste la superficie nella scelta dell’impianto?

La superficie implantare ha una grande importanza nel risultato finale, soprattutto oggi che usiamo impianti sempre più corti che necessitano di performance rapide della superficie. Abbiamo iniziato con superfici implantari “machined” che presentavano un contatto “bone to Implant” ritardato nel tempo rispetto alle superfici più ruvide, conseguentemente i tempi di osteointegrazione e di stabilizzazione secondaria erano più lunghi, una condizione quest’ultima che risulta molto sfavorevole sia nel caso di carico immediato che nelle situazioni più estreme.

La ricerca ha dimostrato che non tutte le rugosità sono favorevoli, esiste una dimensione limite della rugosità, anche le superfici machined peraltro non sono completamente lisce.

 

Ci sono diverse correnti di pensiero circa la “rugosità” della superficie. Quale pensa sia il compromesso ottimale?

La rugosità delle superfici risulta funzionale in un range dimensionale che consente la “promozione” del contatto osso impianto. Più rugoso non significa più performante. Esistono rischi connessi alla  maggior suscettibilità alle infezioni in relazione alla rugosità. Per questo motivo sono sorte correnti di pensiero che prevedono impianti con superfici miste differenziate in aree funzionali diverse. Per esempio l’impianto a superficie UnicCa®  di BTI presenta rugosità diverse sul collo, sui picchi e sulle aree di valle delle spire, rendendo le superfici specifiche in funzione del ruolo svolto nelle diverse zone dell’impianto

 

Sul mercato ci sono impianti con superficie idrofila e idrofobica. Quale è la sua opinione al riguardo?

L’idrofilia della superficie implantare determina un immediato contatto dell’impianto con il coagulo rendendo immediato l’inizio del processo di integrazione tessutale dello stesso.

Alcune superfici hanno un’idrofilia tale per cui il semplice contatto delle prime spire con il sangue comporta una suzione lungo tutta la superficie implantare.

L’idrofilia e la presenza di ioni calcio superficiali determinano una elettropositività della superficie che determina un processo di attrazione tessutale, in particolare del tessuto osseo ed ottiene un ruolo antibatterico.

Nel 2016 è nata la ClearImplant Foundation, un’organizzazione indipendente al 100% e senza scopo di lucro. Esegue regolarmente un’analisi obiettiva della qualità della produzione degli impianti dentali. Secondo lei è importante usare impianti con il marchio “Trusted Quality” della CleanImplant?

Leggendo le prime pubblicazioni della CleanImplant Foundation sono rimasto particolarmente colpito dalla quantità di contaminati, rilevate sulle superfici implantari, superfici che credevamo fossero incontaminate. Vista la neutralità della fondazione e la grave interferenza che i contaminati possono determinare nel processo di osteointegrazione ritengo fondamentale utilizzare impianti che possiedano il marchio “Trusted Quality”.

E’ riuscito a trovare sul mercato un impianto che soddisfa tutte le caratteristiche e i requisiti da lei menzionati? Cosa rende questo impianto “speciale”?

Sicuramente l’impianto con superficie UNICCA® di BTI si avvicina all’impianto ottimale perché presenta le caratteristiche che ritengo indispensabili per un impianto e possiede i requisiti di affidabilità e di assenza di contaminati.

La sua idrofilia e la presenza sulla superfice di ioni calcio lo rendono unico e per me assolutamente  “speciale”. Il fatto di aver ricevuto poi il marchio “Trusted Quality” dal 2017 ad oggi lo rende decisamente sicuro e performante.

 

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