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Italiani e igiene orale, che disastro

15 Marzo 2011

Italiani e igiene orale, che disastro

Poca prevenzione, stili di vita sbagliati, allergia al dentista: questo il quadro scoraggiante del rapporto degli italiani con la salute di denti e gengive. L'associazione di difesa dei consumatori Altroconsumo ha interpellato quasi duemila persone con un questionario ad hoc: ecco i risultati.

Ancora quasi tre italiani su dieci non lavano i denti almeno due volte al giorno e otto su dieci non usano il filo interdentale ogni giorno. Ogni giorno tre su dieci mettono mano a biscotti e dolciumi, non certo un toccasana per lo smalto dei nostri denti, ma anzi causa di carie. Non solo. Gli italiani dal dentista ci vanno solo quando hanno mal di denti (32%), cioè quando il danno è ormai fatto. Lo stesso criterio vale evidentemente per i figli: il 31% degli intervistati non ha mai portato suo figlio dal dentista. Il che la dice tutta su quanto si badi alla prevenzione che, tra l’altro, per i più piccoli è ancora più importante.

Se si educa una generazione a fare corretta prevenzione, e pulizia dei denti, le cure di cui i bambini avranno bisogno, e di conseguenza anche i costi, saranno poi ridotti. Solo il 51% degli intervistati fa una visita di controllo almeno una volta l’anno. Insomma, la prevenzione sembra ancora una pratica sconosciuta ai più. Così come l’ablazione del tartaro periodica. Eppure una buona igiene orale e un’alimentazione corretta sono armi principali per prevenire lo sviluppo della carie e dei problemi alle gengive e per stare lontani il più possibile dalla sedia del dentista e dalle sue fatture salate.

Mai avuto carie in vita mia? Non proprio. Perché il 12% degli intervistati definisce scadente la sua salute orale e il 32% non è del tutto soddisfatto dell’aspetto dei suoi denti (in primis del colore, poi della presenza di denti irregolari o della mancanza di un dente). Il 47% ritiene che, se si sottoponesse a una visita di controllo dal dentista, questi direbbe che è necessario un trattamento. Le percentuali parlano chiaro: da un lato si è consapevoli che bisognerebbe fare qualcosa per riparare ai danni che ci sono, dall’altro però si bada più al look che alla salute. Tre italiani su dieci comprano un dentifricio sbiancante. Peccato che poi per un sorriso sano non siano disposti a fare quello che serve davvero.

Gli intervistati si lamentano di una salute orale insoddisfacente, con disturbi come gengive sanguinanti quando si spazzolano (19%), denti sensibili (17%), alito cattivo (11%). Ebbene questi gruppi, rispetto a chi ha meno disturbi, risultano trascurare di più l’igiene orale, lavando i denti e usando il filo interdentale meno di quanto sarebbe necessario. Sono anche quelli con la più alta percentuale di fumatori e che hanno una dieta ricca di zuccheri.

Dentista troppo caro Per quasi la metà degli italiani il dentista costa troppo per le loro tasche e per questo ci vanno il meno possibile. Chi ha una situazione economica problematica va meno spesso dal dentista di chi dichiara di avere un buon reddito. Tra coloro che sono andati dal dentista negli ultimi 12 mesi, la maggior parte ha fatto un check up e la pulizia dei denti. Ovviamente si sono rivolti a un dentista privato, visto che nel pubblico il servizio è quasi inesistente, per una spesa media annuale di 519 euro. Il servizio offerto dal dentista è stato giudicato soddisfacente dall’76% degli intervistati (sotto diversi profili: dall’igiene, all’attenzione, al dolore provato, all’informazione…). Mentre i soddisfatti del prezzo sono solo il 43%. Comunque solo il 2% è andato all’estero per risparmiare. Il perdurante malcostume nostrano della fattura soltanto su richiesta è confermato dalla nostra inchiesta: due italiani su dieci dichiarano che non l’hanno ricevuta. E il 9% dichiara di aver pagato di più per farsi rilasciare il prezioso pezzo di carta.

28% è la percentuale di italiani che lava i denti meno di due volte al giorno. Spazzolano i denti per meno di due minuti (tempo minimo per ottenere risultati) ben il 68% degli italiani. Va peggio con il filo interdentale: ben l’82% non lo usa almeno una volta al giorno. Il 18% è la percentuale di chi usa lo stuzzicadenti di legno duro (tipo quello del bar o del ristorante). Non va bene: può danneggiare le gengive (diverso è l’apposito stuzzicadenti in legno morbido a sezione triangolare, in alcuni casi consigliato dal dentista). Il comportamento giusto? Bisogna lavare i denti almeno due volte al giorno, la mattina e la sera prima di andare a letto. Bisogna spazzolarli per almeno due minuti. Il filo interdentale deve essere usato una volta al giorno per rimuovere i residui tra i denti: ma attenzione, bisogna usarlo correttamente, per non rischiare di danneggiare le gengive.

13% chi, in Italia, sceglie uno spazzolino con le setole dure, sconsigliato dai dentisti. 12% chi cambia lo spazzolino solo quando è completamente sformato. Il 29% come minimo lo cambia dopo 4 mesi dall’acquisto. Il 7% aspetta un po’ troppo: almeno sette mesi. Infine, un 3% aspetta almeno un anno prima di buttarlo via. I dentisti raccomandano lo spazzolino con setole medie per chi non ha problemi particolari, con quelle morbide per chi ha una particolare sensibilità alle gengive (il 14% del campione usa quello morbido). Occorre cambiare lo spazzolino ogni 2-3 mesi e non appena le setole si sono sformate e cominciano a non essere più efficaci. Meglio evitare quelli “tecnologici”con setole in gomma, inclinate e manico flessibile: sono cari, inutili e talvolta controproducenti.

33% chi sceglie un dentifricio sbiancante. Un segnale di quanto si badi soprattutto all’estetica. Per scegliere il dentifricio, fatevi consigliare dal dentista. Sul mercato c’è un’ampia scelta: da quello che promette protezione contro la placca e la gengivite (47% degli italiani lo sceglie) a quello per denti sensibili (piace al 38%). 20% è la percentuale di chi usa il collutorio almeno una volta al giorno, in genere un prodotto specifico per denti e gengive sensibili o indicato dal dentista. Il collutorio però non può sostituire lo spazzolino e il dentifricio. E non è indispensabile. 29% chi compra i prodotti per l’igiene orale in farmacia, dove i prezzi sono solitamente più elevati rispetto al supermercato. Il test Altroconsumo mostra come non sia necessario spendere di più.

Il 19% degli intervistati fuma, per lo più un numero notevole di sigarette: in media 15 al giorno e ha iniziato in media a 17 anni. Il fumo è tra i nemici peggiori sia della salute orale sia di un bel sorriso. Infatti è all’origine di parodontiti (la piorrea, grave degenerazione delle gengive) e dell’ingiallimento. Due terzi degli intervistati beve alcolici. Di questi, il 20% dichiara di bere alcol ogni giorno (se la quantità è moderata non è sbagliato). L’abuso di alcol invece incide sulle malattie parodontali e sulla formazione della carie. Il 62% degli italiani mastica chewing gum, ma ben il 14% di questi non consuma quelli senza zucchero (con dolcificanti tipo xilitolo). Che non devono essere sovrastimati, comunque. Molti pensano, spinti anche dalla pubblicità, che il chewing gum possa pulire denti e bocca. In realtà, il chewing gum senza zucchero non esercita la stessa azione meccanica dello spazzolino, che rimuove lo sporco: è la saliva, stimolata dalla masticazione, che rimuove i residui alimentari e i batteri, abbassa il grado di acidità della placca (l’acidità alla lunga corrode lo smalto) e favorisce la rimineralizzazione. Il chewing gum senza zucchero non può quindi sostituire lo spazzolino da denti, ma può servire se si è in una condizione in cui non si possono lavare i denti (fuori di casa).

Fonte: Newsletter altroconsumo