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Dental Tech - L’articolatore virtuale e la rivoluzione digitale

1 Giugno 2021

Dental Tech - L’articolatore virtuale e la rivoluzione digitale

DentalTech intervista il Dr. Luca Lepidi, uno dei protesisti italiani maggiormente esperti sul tema dell’articolatore virtuale. 

Dr. Lepidi, che cosa si intende per articolatore virtuale? Qual è il ruolo dell’articolatore virtuale nel vostro studio? Quanto spesso lo utilizzate?

L’articolatore virtuale è un “tool” ovvero uno strumento appartenente ad un software di progettazione CAD che consente di riprodurre la relazione intermascellare sia in occlusione statica che nella dinamica dei movimenti mandibolari. Nel nostro studio utilizziamo l’articolatore virtuale in tutti quei casi di riabilitazione protesica che riteniamo meritino una attenta valutazione diagnostica perché necessitano di uno studio dei piani occlusali. L’utilizzo è molto frequente.

Qual è il livello di integrazione tra i dispositivi impiegati per la cattura dei movimenti mandibolari, la scansione intraorale ed i software di CAD?

Molto elevato. I diversi dispositivi producono dati esportabili in files con formati che possono essere importati nella maggior parte dei software CAD, quindi da questo punto di vista hanno una grandissima fruibilità di utilizzo e compatibilità.

Quali tipologie di riabilitazioni beneficiano maggiormente della modellazione dinamica grazie ad articolatore virtuale?

Certamente il campo di applicazione è molto ampio perchè riguarda tutte le riabilitazioni protesiche complesse su denti naturali o impianti che coinvolgono intere arcate o settori latero posteriori o anche esclusivamente i settori anteriori. Pensiamo anche ai casi interdisciplinari e al beneficio derivante dallo studio preventivo del rapporto inter-arcata e delle relazioni mascellari per stabilire eventuali discrepanze fra posizione di trattamento e posizione abituale. In definitiva in tutti quei casi in cui è necessario valutare un cambiamento della dimensione verti-occlusale e della relazione centrica.

Il mese scorso, è stato uno dei relatori del Congresso Online della Digital Dentistry Society (DDS) Italia. Può parlarci dell’evento e della Società Scientifica?

Evento straordinario per la rilevanza e l’originalità dei temi trattati. L’odontoiatria digitale ha compiuto passi in avanti con il progresso delle tecnologie, ma molto deve essere ancora fatto nella direzione clinica e quindi nel validare procedure virtuali che abbiano efficacia clinica. La DDS in tal senso è una Academy giovane e piena di energia vitale ed entusiasmo, requisiti importanti per innovare e promuovere la divulgazione clinico-scientifica in campo digitale. Siamo abituati a frequentare associazioni o società poco inclini ad un turn-over partecipato e attivo dei propri soci ordinari; in tal senso la DDS rappresenta una grande novità, nel panorama odontoiatrico, perché aperta a chiunque voglia presentare validi contributi clinici e scientifici nel campo digitale, senza dover necessariamente passare per selezioni individuali.

 Qual è, secondo lei, il futuro dell’Odontoiatria in Italia? Sarà davvero sempre più “Digitale”?

A mio avviso viviamo da diversi anni una transizione lenta ma inequivocabile: la “transizione digitale” appunto. Esiste una notevole discrepanza fra l’applicazione clinica e la conoscenza scientifica. La seconda è molto più avanti di quel che si pensi. La maggiore accessibilità ai devices digitali resa possibile da una riduzione dei costi nel mercato incentiva sempre più i colleghi ad interessarsi al “digitale” ma questo non è sufficiente. A mio modesto avviso esiste ancora molto scetticismo dettato probabilmente da un insieme di fattori legati da una parte ad una insufficiente e inadeguata proposta formativa e dall’altra ad una relativa pigrizia generazionale. Il tempo probabilmente premierà chi ha creduto fin da subito nell’innovazione senza dimenticare i contenuti e i principi su cui basiamo la nostra professione. In fin dei conti non dimentichiamo che in una transizione si parte sempre da un retaggio culturale difficile da cambiare.

 

Pubblicato su Infodent Giugno-Luglio 2021 - Rubrica Dental Tech