Secondo quanto indicato da KaVo, alcune tecnologie dell’azienda possono rientrare tra i beni strumentali agevolabili, con una maggiorazione fiscale potenziale fino al 180% dell’investimento.
Il beneficio, però, non è automatico. La possibilità di accedere all’agevolazione dipende infatti dalle caratteristiche dello studio, dalla configurazione del bene, dall’interconnessione, dall’integrazione nel workflow digitale e dalla documentazione richiesta.
Per questo KaVo ha predisposto una verifica preliminare gratuita, pensata per valutare prima dell’acquisto se lo studio possiede le condizioni necessarie per accedere al beneficio.
Riuniti e imaging 3D nel workflow digitale
Tra le soluzioni coinvolte rientrano alcuni riuniti KaVo, come amiQa, uniQa ed ESTETICA E70/E80 Vision, oltre ai sistemi di imaging KaVo ProXam 3DQ e ProXam 3DQ Pro.
L’aspetto centrale non è però soltanto la presenza di tecnologie digitali. Per rientrare nell’agevolazione è necessario verificare il rispetto dei requisiti tecnici e l’effettiva integrazione delle apparecchiature all’interno del sistema digitale dello studio.
In questo percorso si inserisce anche CONNECTnet, il software KaVo dedicato all’integrazione delle tecnologie nel workflow clinico.
Verificare prima di investire
L’iperammortamento può quindi rappresentare un elemento importante nella pianificazione di un nuovo investimento, ma la valutazione deve essere effettuata prima dell’acquisto.
Secondo le informazioni fornite da KaVo, l’agevolazione riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, nel rispetto dei requisiti previsti.
Per gli studi che stanno pensando a un nuovo riunito o a un sistema di imaging 3D, il primo passo può quindi essere verificare non solo quale tecnologia risponda meglio alle proprie esigenze cliniche, ma anche se l’investimento possa beneficiare dell’agevolazione fiscale.
Verifica la compatibilità del tuo investimento con l’iperammortamento.

