Autori: Odt. Mauro Cuccagna e Dr. Marco Mencarelli
Abstract
La crescente richiesta estetica dei pazienti portatori di restauri protesici datati rappresenta una delle principali indicazioni alla sostituzione di manufatti metallo-ceramici. Il presente caso clinico descrive la riabilitazione del settore anteriore superiore di una paziente portatrice da oltre vent’anni di corone metallo-ceramiche caratterizzate da significative limitazioni estetiche e biologiche.
A seguito della valutazione clinica e radiografica, si è resa necessaria l’estrazione degli elementi 11 e 21, compromessi dal punto di vista prognostico. La riabilitazione è stata realizzata mediante un ponte a sei elementi in zirconia Lunaris, materiale caratterizzato da una resistenza alla flessione di circa 1000 MPa. Per compensare la marcata discromia di due pilastri, le corone sono state infiltrate internamente con Zolid Naturals Opacifier prima della sinterizzazione.
Il restauro è stato successivamente microstratificato vestibolarmente con ceramica VITA Lumex AC, ottenendo un risultato altamente estetico, funzionale e biologicamente integrato.
Introduzione
L’odontoiatria estetica contemporanea richiede restauri in grado di coniugare affidabilità strutturale, integrazione biologica e naturalezza ottica. Le zirconie di ultima generazione hanno ampliato significativamente le possibilità riabilitative nel settore anteriore, consentendo la realizzazione di restauri estesi con un equilibrio ottimale tra prestazioni meccaniche ed estetiche.
In questo contesto, la gestione delle discromie dei pilastri assume un ruolo determinante per il successo clinico del trattamento. La presenza di substrati cromaticamente alterati può infatti compromettere l’armonia del risultato finale, rendendo necessario l’impiego di protocolli specifici di mascheramento e caratterizzazione.
Presentazione del caso clinico
La paziente Bianca si è presentata all’osservazione lamentando un marcato disagio estetico e funzionale dovuto alla presenza di restauri metallo-ceramici realizzati oltre vent’anni prima. L’esame clinico evidenziava alterazioni cromatiche diffuse, perdita della naturalezza del sorriso e condizioni biologiche non più compatibili con gli attuali standard restaurativi.
L’analisi clinica e radiografica ha evidenziato la compromissione degli elementi 11 e 21, rendendone necessaria l’estrazione. Successivamente sono state eseguite le rettifiche delle preparazioni residue e la rilevazione dell’impronta mediante tecnica analogica.
Tecnica d’impronta
La registrazione dell’impronta è stata eseguita utilizzando una variante semplificata della tecnica del ponte guida descritta da Casartelli. Le cappette individuali sono state realizzate mediante fresaggio CAD/CAM da un disco in PMMA, utilizzando come riferimento un’impronta preliminare delle preparazioni definitive.
In sede clinica, le cappette sono state ripetutamente ribasate fino al raggiungimento di una perfetta congruità marginale. Una volta ottenuta la precisione desiderata, sono state scaricate internamente per creare uno spazio uniforme destinato al materiale da impronta.
L’impronta definitiva è stata quindi rilevata mediante tecnica sandwich monofase, consentendo una registrazione accurata dei margini di preparazione e dei tessuti circostanti. La tecnica Casartelli permette infatti di registrare in modo predicibile e atraumatico l’area apicale al limite di preparazione, preservando l’integrità dei tessuti di supporto.
Progettazione e realizzazione del ponte
Il modello master è stato digitalizzato e il restauro progettato mediante software CAD. Particolare attenzione è stata dedicata alla distribuzione degli spessori e alla progettazione di una barra stabilizzatrice integrata, finalizzata al controllo delle deformazioni durante il ciclo di sinterizzazione.
La struttura è stata successivamente fresata da un disco di zirconia Lunaris ad alta resistenza.
Gestione delle discromie mediante infiltrazione selettiva
Durante la fase di laboratorio è stata rilevata una marcata differenza cromatica in corrispondenza di due elementi pilastro.
Per neutralizzare l’influenza del substrato, le superfici interne delle relative corone sono state infiltrate selettivamente con Zolid Naturals Opacifier prima della sinterizzazione. Questa procedura ha consentito di aumentare il potere mascherante esclusivamente nelle aree interessate, preservando la traslucenza naturale delle restanti porzioni del manufatto.
L’infiltrazione selettiva ha permesso di ottenere:
- controllo della trasmissione luminosa;
- uniformità cromatica dell’intero restauro;
- eliminazione dell’effetto grigiastro tipico dei substrati discromici;
- mantenimento della profondità ottica della zirconia.
Sinterizzazione
La sinterizzazione del ponte è stata eseguita mediante un ciclo controllato della durata complessiva di circa nove ore.
L’impiego della barra stabilizzatrice progettata in ambiente CAD ha consentito di minimizzare le tensioni interne e mantenere la precisione dimensionale del manufatto durante l’intero processo termico, riducendo il rischio di deformazioni e favorendo la passività del restauro definitivo.
Microstratificazione estetica
Per massimizzare l’integrazione estetica, la superficie vestibolare è stata caratterizzata mediante microstratificazione con ceramica VITA Lumex AC.
La stratificazione selettiva ha consentito di riprodurre:
- effetti di profondità;
- traslucenze incisali;
- variazioni cromatiche naturali;
- texture superficiali tipiche dello smalto giovane.
Questo approccio ha permesso di conservare la robustezza della struttura monolitica in zirconia, limitando l’applicazione della ceramica esclusivamente alle aree di maggiore rilevanza estetica.
Risultati
Il restauro definitivo ha mostrato un’eccellente integrazione estetica con il sorriso della paziente.
La combinazione tra zirconia Lunaris, infiltrazione selettiva con Zolid Naturals Opacifier e microstratificazione vestibolare con VITA Lumex AC ha consentito di ottenere:
- completa neutralizzazione delle discromie dei pilastri;
- elevata naturalezza ottica;
- armonizzazione cromatica dell’intero settore anteriore;
- stabilità strutturale garantita dalla zirconia da 1000 MPa;
- ottima integrazione biologica e funzionale.
Conclusioni
La riabilitazione del sorriso di Bianca dimostra come l’integrazione tra tecniche analogiche di precisione e moderne tecnologie CAD/CAM consenta di ottenere risultati altamente predicibili nel settore anteriore.
L’impiego della zirconia Lunaris ad alta resistenza, associato all’infiltrazione selettiva con Zolid Naturals Opacifier e alla microstratificazione vestibolare con VITA Lumex AC, ha permesso di superare efficacemente le criticità legate alle discromie dei pilastri, realizzando un restauro caratterizzato da elevato valore estetico, precisione marginale e affidabilità biomeccanica nel lungo termine.
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