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Rilascio dei monomeri metacrilici nei compositi

Ritratto di schmario61
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28 Ottobre 2015

Rilascio dei monomeri metacrilici nei compositi

Nei restauri fotoindurenti è possibile creare un legame chimico tra i diversi strati. Questo è da ricondurre al fatto che l’ossigeno dell’aria inibisce la polimerizzazione radicale dei monomeri metacrilati nella matrice del composito. Pertanto sulla superficie rimane un sottile strato di materiale composito non indurito, il così detto strato inibito o di dispersione (Janda R., 1992: Kleben und kleben techniken und medizin – Denta labor).

I gruppi metacrilici liberi presenti in questo strato possono reagire chimicamente con i monomeri di una resina applicatavi sopra. In tal modo si giunge ad un legame covalente fra gli strati, permettendo fotopolimerizzazioni intermedie.

Il processo di fotopolimerizzazione quindi non avviene mai in maniera completa: ciò comporta un restauro finale più suscettibile alla degradazione chimica, all’usura e un rilascio di monomeri nell’ambiente circostante.

Da un’analisi effettuata presso l’Università Sacro Cuore di Roma (G It Cons - supplemento Vol II - N°4) comparando diverse lampade, si evince che se utilizzate in modo corretto le lampade alogene non hanno riportato differenze statisticamente significative alle diverse distanze (0, 4, 8 mm). Quando usate in modo incrementale hanno rilevato un significativo aumento di rilascio di monomeri sul campione alla distanza di 8mm.

In conclusione la quantità di monomero rilasciato aumenta con l’aumentare della distanza del puntale dalla superficie da fotopolimerizzare.

Sicuramente la tecnica adesiva diretta è più rapida per l’odontoiatra, più confortevole e forse più economica per il paziente.

Va detto però che l’utilizzo delle tecniche indirette compensa le problematiche elencate prima e non ultima la lucidatura in zone critiche. Va aggiunto inoltre, in relazione al materiale utilizzato, che la contrazione da fotopolimerizzazione con la tecnica indiretta avviene al di fuori della bocca con meno stress per la cavità dentaria e che la polimerizzazione del materiale con le lampade da laboratorio è molto alto. Questo incide sulla superficie del manufatto che sarà di una durezza superiore e quindi maggiormente resistente all’abrasione con migliori risultati a lungo termine.

Ringrazio la Redazione di Infodent per lo spazio che mi ha concesso in qualità di Top Contributor e Voi lettori in anticipo per i vostri commenti.

Vi lascerei una frase sulla quale riflettere assieme: da Peter Kappert - Se vi preoccupate solo del vostro prodotto, il prodotto non tornerà indietro. Se invece vi preoccupate del vostro cliente, questi tornerà indietro per rimanervi.