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Protesi mobile: c’e’ futuro?

Ritratto di reginaldobartolloni
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17 Settembre 2015

Protesi mobile: c’e’ futuro?

 

Sempre più spesso si parla di protesi mobile come un tipo di lavorazione “decadente” e quindi destinata a sparire dai nostri laboratori......ne siamo veramente convinti? Non potrebbe invece essere possibile che il problema sia legato al rapporto medico-paziente? Il problema si presenta quando il medico ha la tendenza ad assecondare in tutto e per tutto le “richieste” del paziente (denti bianchi, denti dritti, ecc.), venendo così a mancare il rapporto tra medico ed odontotecnico che, insieme, dovrebbero valutare lo sviluppo del caso clinico.

Grazie alla collaborazione con il Prof. Glauco Marino, ho avuto modo di comprendere quanto il concetto del Team tra studio e laboratorio sia di fondamentale importanza per il successo protesico. La protesi totale, quindi, non è solo un montaggio di denti fine a se stesso. E’ il frutto di anni di studio e di condivisione con il team odontoiatrico, dove il corretto equilibrio tra estetica, fonetica e funzione, unito ad un protocollo di lavoro scientificamente riconosciuto, porta ad un obbiettivo concreto.

Nel 1980, con l’avvento dell’implantologia, ci siamo accorti che il montaggio dei denti in protesi totale si era rivelato un notevole aiuto per il corretto inserimento degli impianti: una volta scelto il numero e la posizione delle fixture, si arrivava a definire la tipologia di protesi da eseguire.

Oggi, oltre a guidare l’inserimento, riusciamo ad applicare una protesi fissata agli impianti nella stessa seduta. Tutto questo deve far riflettere, perché la protesi totale continua ad essere la base delle conoscenze protesiche per dentisti e tecnici e tanti pazienti continueranno a mangiare e sorridere con questo genere di dispositivo, soprattutto in un momento caratterizzato dalla congiuntura economica attuale.

Pubblicato su Infodent 8-9/2015