Torino: falso dentista ruba l'identità di un dermatologo
uomo di cui non si vede il volto con in mano una maschera
Un 31enne ucraino, senza alcuna abitazione, ha eseguito trattamenti odontoiatrici abusivi utilizzando il timbro contraffatto di un dermatologo ignaro. Ora è sotto processo per esercizio abusivo della professione, falso e ricettazione.

Dal 2019 al 2024, un uomo di 31 anni di origine ucraina ha condotto illegalmente attività odontoiatrica presso due studi privati a Torino, prima in via Mercadante e successivamente in zona Porta Palazzo. Nonostante non fosse iscritto all’albo dei dentisti né a nessun albo sanitario, l’uomo eseguiva prestazioni come estrazioni dentali, applicazione di capsule e apparecchi, oltre a prescrivere antibiotici e effettuare panoramiche radiografiche. La sua attività si rivolgeva a pazienti ignari, attratti da prezzi notevolmente inferiori rispetto a quelli praticati dai professionisti regolari.

 

Il furto d’identità e l’uso del timbro contraffatto

Per nascondere la sua attività abusiva e conferirle un’apparente legittimità, il falso dentista ha utilizzato l’identità di un dermatologo completamente estraneo alle operazioni. Ha contraffatto il timbro del medico per firmare ricette e preventivi, truffando i pazienti e violando gravemente le normative. 

È emerso che il dermatologo era già stato vittima di un precedente furto d’identità, messo in atto da un odontotecnico che si spacciava per lui, utilizzando i suoi dati per aprire uno studio odontoiatrico. Questo precedente ha collegato le due vicende, mostrando un sistema di attività abusive e usurpazioni di identità che si intrecciano.

 

Prezzi popolari e pazienti inconsapevoli

Uno dei motivi che hanno attirato molte persone verso gli studi gestiti dall’imputato è stato il costo molto basso delle prestazioni. Ad esempio, una cliente ha dichiarato in aula di aver scelto il suo studio dopo aver trovato su Google un’offerta molto vantaggiosa per un apparecchio invisibile che comprendeva visite, apparecchio e placca, pagati 2.000 euro, contro preventivi di oltre 3.000 euro di altri dentisti. Un altro paziente ha riferito di aver pagato 640 euro in nero per la cura di un dente rotto e l’applicazione di tre capsule in cinque sedute. Questi prezzi popolari hanno creato un’illusione di convenienza che nascondeva però rischi elevati per la salute dei pazienti, data la mancanza di formazione e di abilitazione dell’imputato.

 

Il trasferimento e il sequestro dello studio

Nel 2024, presumibilmente in seguito a controlli delle autorità, l’uomo ha spostato parte della sua attività in un nuovo studio in piazza della Repubblica, mentre quello in via Mercadante è stato sequestrato ad aprile dello stesso anno. Le indagini sono proseguite anche grazie all’analisi di chat e conversazioni raccolte negli atti, che hanno confermato la natura abusiva e fraudolenta dell’attività.

 

Pubblicità ingannevole e intervento di Andi

Sui social network, lo studio pubblicizzava la propria attività come un laboratorio odontotecnico specializzato nella creazione di “gioielli dentali”, mostrando foto di dentature decorate con Swarovski, incisivi metallici con simboli e intere arcate placcate in oro. Tuttavia, dietro questa immagine si nascondeva un vero e proprio ambulatorio odontoiatrico dove venivano eseguiti trattamenti anche delicati e a rischio per i pazienti. 

Per questo motivo, l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (Andi) si è costituita parte civile nel procedimento penale, rappresentata dagli avvocati Paola Pinciaroli e Vittorio Nizza, a tutela della professione e della sicurezza dei pazienti.

 

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