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Rischi occupazionali per la salute e sicurezza degli operatori sanitari durante l’epidemia da COVID-19: la survey internazionale

29 Maggio 2020

Rischi occupazionali per la salute e sicurezza degli operatori sanitari durante l’epidemia da COVID-19: la survey internazionale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’International Labour Organization (ILO) hanno lanciato un’indagine per individuare i più frequenti rischi occupazionali per la salute e la sicurezza degli operatori sanitari e le misure per la loro prevenzione nel contesto della pandemia da COVID-19.

 

A livello internazionale emerge la volontà di fare il punto sulla salute e la sicurezza degli operatori sanitari, ascoltando la voce di tutti coloro che a livello occupazionale sono stati coinvolti dalla pandemia e possono fornire informazioni in proposito: i professionisti impegnati nella cura dei pazienti nelle strutture sanitarie e nella comunità, il personale ausiliario, gli operatori della sanità pubblica, coloro che nelle ASL svolgono un ruolo organizzativo-gestionale o che forniscono servizi per la protezione della salute e la sicurezza dei lavoratori nelle strutture sanitarie e nella comunità.

 

Le risposte sono strettamente confidenziali e i dati saranno elaborati e analizzati in modo da non essere associati alla identità di chi compila il modulo. Il questionario è tradotto in 8 lingue – fra le quali l’italiano – e richiede circa 7 minuti per essere completato. L’accesso è libero, non richiede registrazione ed è già attivo. Sarà possibile partecipare fino al 4 giugno 2020, data di conclusione dell’indagine.

 

La partecipazione è importante: i risultati ottenuti saranno infatti utilizzati per orientare le azioni finalizzate a migliorare la protezione e la sicurezza degli operatori sanitari nei prossimi mesi. Per partecipare consulta la pagina dedicata alla versione italiana della survey “Salute e sicurezza degli operatori sanitari nel COVID-19” e, a livello internazionale, la pagina dell’OMS qui inserire link pagina OMS dedicata al tema e quella dell’European Agency for Safety and Health at Work. C’è tempo fino al 4 giugno.