Manovra: sanità ridimensionata dopo il primo taglio degli emendamenti
Parlamento
La legge di Bilancio prosegue il suo percorso parlamentare, ma il capitolo sanità - inizialmente al centro delle dichiarazioni politiche - esce fortemente ridotto dopo il primo esame dei circa 6.000 emendamenti presentati. Il risultato è un quadro molto più povero di misure strutturali rispetto alle aspettative.

Le proposte di potenziamento del Fondo sanitario nazionale sono state quasi totalmente eliminate. L’unico incremento ancora in discussione è quello previsto dall’emendamento Paroli-Lotito, che prevede aumenti nel 2026 e nel 2027. Si tratta comunque di cifre inferiori rispetto agli impegni politici iniziali, che parlavano di un ampliamento su larga scala del finanziamento al Ssn.
Resta inoltre aperta la questione delle coperture, che al momento si basano principalmente sulla riduzione del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica.

 

Emergenza-Urgenza, un pacchetto svuotato

L’intero capitolo dedicato al miglioramento delle condizioni lavorative nei Pronto Soccorso e nel 118 è stato rimosso. Saltano così le indennità specifiche, le agevolazioni fiscali per le prestazioni aggiuntive e il potenziamento dedicato alle équipe dell’emergenza. Un settore già sotto forte pressione non trova quindi risposte nella manovra.

 

Territorio e PNRR: nessun aiuto al personale

Nessuna delle proposte per sostenere il personale delle Case e degli Ospedali di Comunità è sopravvissuta al taglio: eliminate le deroghe ai vincoli di spesa e i fondi per il rafforzamento strutturale dell’assistenza territoriale.
Svaniscono anche gli incentivi per attrarre nuovi professionisti nelle aree carenti e i sostegni per giovani medici e specializzandi.

 

Personale: cancellata l’indennità per arginare la fuga verso il privato

Non passa l’idea di un fondo da destinare a medici e sanitari che accettano di restare nella sanità pubblica rinunciando alla maggiore attività privata concessa nel 2023. La misura avrebbe dovuto arginare la crescente emorragia di personale, ma è stata stralciata insieme ad altre proposte analoghe.

 

L’unica novità finanziaria: i “BTP Sanità”

Tra le poche proposte sopravvissute c’è quella di creare titoli di Stato dedicati al finanziamento del personale sanitario e delle attività territoriali. Le risorse raccolte dovrebbero confluire in un Fondo nazionale da distribuire alle Regioni in base ai fabbisogni.
Si tratta di uno degli ultimi strumenti innovativi rimasti in campo.

 

Terapie avanzate: saltano fondo e riforma dei modelli di rimborso

È stato eliminato l’intero pacchetto che avrebbe introdotto un fondo sperimentale per le terapie avanzate e nuovi meccanismi di valutazione e pagamento basati sui risultati. La cancellazione interrompe un tentativo di modernizzazione che avrebbe avvicinato l’Italia ai modelli europei più avanzati.

 

Aifa: niente potenziamento dell’organico

Anche la proposta di rafforzare l’Agenzia del farmaco con nuove assunzioni è stata rimossa. Si trattava di un intervento che avrebbe dovuto essere coperto tramite le risorse interne dell’Agenzia e non dalla finanza pubblica.

 

Accesso ai farmaci innovativi: stop ai meccanismi di accesso precoce

Non passano le norme che avrebbero consentito l’accesso anticipato ai farmaci innovativi dopo l’approvazione europea, con prezzo provvisorio e conguaglio successivo. Una misura molto attesa dalle associazioni dei pazienti, in particolare nell’area delle malattie rare e delle terapie salvavita.

 

Spesa farmaceutica e dispositivi: salta quasi tutto

Sopravvive solo un aumento del tetto per gli acquisti diretti dal 2026.
Cancellate invece le correzioni strutturali richieste da mesi dal settore, incluso l’ampliamento del tetto per la convenzionata.

Per i dispositivi medici si conserva un’unica iniziativa: l’istituzione di un Tavolo permanente al Mef dedicato al payback, senza interventi economici diretti.

 

Sanità digitale: azzerati gli investimenti

È stato completamente eliminato il capitolo dedicato alla digitalizzazione. Spariscono contributi, incentivi e fondi per l’intelligenza artificiale, l’interoperabilità, il Fascicolo Sanitario Elettronico evoluto e le cabine di teleconsulto. Un taglio che rallenta il percorso di modernizzazione del sistema sanitario.

 

Malattie rare: l’unico fondo che rimane

Gli emendamenti per finanziare il Piano Malattie Rare, il Piano Demenze e il Piano Cronicità non sono stati accolti. Resiste soltanto uno stanziamento dedicato alla diagnostica avanzata attraverso il sequenziamento genomico di nuova generazione.

 

Farmacie di comunità: un riconoscimento atteso

Tra le poche misure rimaste, una riguarda le farmacie, che vengono formalmente riconosciute come strutture in grado di erogare servizi sanitari e sociosanitari sul territorio.

Prosegue inoltre il percorso di modifica della normativa sulle società di farmacia, con l’obiettivo di ampliarne la composizione e rafforzare le garanzie anticorruzione.


 

Fonte: TrendSanità

Photo credits: Il Dubbio

 

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