L’Italia sta vivendo un cambiamento demografico senza precedenti: gli over 65 superano i giovani sotto i 24 anni, e nel 2050 rappresenteranno quasi il 40% della popolazione. Questa evoluzione influenza direttamente la domanda odontoiatrica, con pazienti più longevi, spesso cronici e polimedicati, ma anche più attenti a qualità della vita, estetica e benessere.
In Veneto operano 929 laboratori odontotecnici artigiani, che però mostrano un lento calo del 3,7% previsto nel 2024 rispetto al 2023, con una perdita di 155 imprese dal 2020. Nonostante ciò, la domanda resta alta: ogni anno in Italia oltre 2,5 milioni di persone si rivolgono a protesi fisse o mobili. Crescono inoltre gli interventi estetici, con un aumento del 230% dei casi trattati con allineatori tra 2018 e 2024, +81% per profilassi e polishing, e +69% per sbiancamenti.
La crisi della successione e il rischio di cortocircuito generazionale
Un dato allarmante è la situazione demografica degli odontotecnici: il 29% dei titolari ha più di 60 anni, la mediana d’età è 58 anni, e quasi la metà delle imprese è nata oltre 35 anni fa. Nuove aperture sono quasi assenti nell’ultimo decennio.
«Quasi un laboratorio su tre non ha alcun piano di passaggio interno», sottolinea Gianpaolo Bullo, presidente della categoria di Confartigianato Imprese Veneto. Senza un adeguato ricambio generazionale si rischia la perdita di competenze e continuità nel servizio, con potenziali ricadute sull’intera filiera.
Il digitale: una rivoluzione in corso ma non ancora consolidata
La trasformazione digitale nel settore è ancora a macchia di leopardo.
Oggi:
- Il 45% dei lavori è prodotto con tecniche analogiche.
- Il 28% è ibrido, ovvero digitale parziale.
- Solo il 28% è completamente digitale.
Le scansioni digitali dagli studi dentistici sono quasi raddoppiate negli ultimi tre anni, passando dal 17% nel 2021 al 28% nel 2024.
Il 33% dei professionisti considera ormai il digitale parte integrante della routine di laboratorio, e il 53% lo vede come una grande opportunità da supportare con formazione e investimenti. Tuttavia, il 14% dei titolari più anziani o dei laboratori più piccoli resta scettico e segnala difficoltà nell’adozione delle nuove tecnologie.
Prospettive e strategie per il futuro
Il futuro del settore odontotecnico in Veneto dipende da una sfida che è soprattutto generazionale, oltre che tecnologica. Serve puntare sulla formazione dei giovani tecnici, valorizzare competenze e incentivare l’integrazione digitale tra odontoiatri e laboratori.
Due laboratori ortodontici su cinque prevedono di aumentare le collaborazioni, soprattutto quelli più giovani e strutturati. Al contrario, i più piccoli e con titolari over 60 tendono a un ridimensionamento naturale.
Secondo Bullo, la strategia futura dovrà focalizzarsi sul binomio “tecnologia-lavoro di squadra”, promuovendo la contaminazione tra aspetti medici, tecnologici ed estetici, per fare dell’odontotecnica veneta un laboratorio d’innovazione nazionale.



