La parodontite potrebbe influenzare la salute cerebrale
Illustrazione cervello e spazzolino
Prendersi cura della salute orale non significa solo preservare denti e gengive: potrebbe voler dire anche proteggere il cervello.
Un nuovo studio ha infatti rilevato una relazione diretta tra la malattia parodontale e i danni ai piccoli vasi cerebrali, responsabili di patologie come ictus e declino cognitivo.

La malattia parodontale (PD) è una condizione infiammatoria cronica che colpisce i tessuti di supporto del dente. È estremamente diffusa: si stima che oltre il 70% degli adulti sopra i 65 anni ne sia affetto. Ma ciò che emerge dalla ricerca è che l’infiammazione gengivale non resta confinata al cavo orale.

L’infiammazione sistemica causata dalla parodontite può contribuire a danneggiare i piccoli vasi sanguigni del cervello, favorendo la comparsa delle cosiddette white matter hyperintensities (WMH) – alterazioni visibili alla risonanza magnetica associate a un aumento del rischio di ictus e demenza.

I ricercatori della University of South Carolina hanno analizzato i dati di oltre 1.100 partecipanti del grande studio epidemiologico ARIC (Atherosclerosis Risk in Communities).

Ogni soggetto è stato sottoposto a un esame parodontale completo e, circa 15 anni dopo, a una risonanza magnetica cerebrale.

Chi soffriva di malattia parodontale presentava un volume significativamente maggiore di lesioni della sostanza bianca rispetto a chi aveva gengive sane. Dopo aver corretto i dati per età, sesso, fumo, ipertensione e diabete, la parodontite restava un fattore di rischio indipendente per il danno vascolare cerebrale.

Gli autori ipotizzano che la connessione tra gengive e cervello passi attraverso l’infiammazione sistemica. Le infezioni parodontali aumentano la produzione di mediatori infiammatori come la proteina C-reattiva e l’interleuchina-6, noti per favorire l’aterosclerosi e la disfunzione endoteliale.

Nel tempo, questo processo può compromettere la microcircolazione cerebrale, con effetti sul tessuto nervoso e sulle funzioni cognitive.

Questo studio rafforza un concetto sempre più condiviso: la salute orale è salute sistemica.
Prevenire e trattare la parodontite non serve solo a mantenere un bel sorriso, ma può rappresentare una strategia preventiva per ridurre il rischio di malattie cerebrovascolari.

Per il dentista, significa anche riconoscere il proprio ruolo all’interno di un approccio multidisciplinare: collaborare con medici di base, cardiologi e neurologi potrebbe diventare fondamentale nella gestione dei pazienti a rischio.

La parodontite è una patologia silente, ma dalle conseguenze potenzialmente gravi. Promuovere l’igiene orale quotidiana, i controlli periodici e una diagnosi precoce è oggi più che mai un atto di prevenzione a 360°.

La bocca non è un organo isolato: è un segnale che parla al corpo, e – come mostra questo studio – anche al cervello.

Leggi lo studio completo.

 

Immagine generata da AI

 

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